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ONU: "Contro il virus serve il 10% del Pil mondiale"

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 Antonio Manuel de Oliveira Guterres
Antonio Manuel de Oliveira Guterres   -   Diritti d'autore  Salvatore Di Nolfi/AP
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Per una efficace azione di contrasto alla diffusione del coronavirus è indispensabile intervenire in modo coordinato impegnando almeno il 10 per cento del Pil mondiale. Lo auspica, davanti alla pandemia che ha colpito oltre 850.000 persone e causato finora più di 40.000 vittime, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

"Abbiamo bisogno di una risposta multilaterale, coordinata e su larga scala, che impegni risorse per almeno il 10 per cento del prodotto interno lordo mondiale. I paesi sviluppati possono farlo da soli e alcuni lo stanno effettivamente facendo, ma dobbiamo aumentare enormemente le risorse per i paesi in via di sviluppo".

In Italia, dove si contano più di 12.000 morti, un terzo dei decessi mondiali, i dati degli ultimi giorni paiono suggerire un abbassamento della curva dei nuovi contagi. Silvio Brusaferro, dell'Istituto Superiore di Sanità, ammonisce a non abbassare la guardia, e il ministro della Sanità Speranza proroga le misure di blocco fino al 13 aprile.

Osservazioni che valgono anche per la Spagna, che ieri ha registrato il numero più alto di decessi, oltre 800, e per la Francia, che ieri ha confermato almeno 499 morti. Sia in Spagna che in Francia resta la preoccupazione per la scarsità di posti letto attrezzati per la terapia intensiva.

Numeri in crescita anche nel Regno Unito dove si registra la morte di quella che potrebbe essere la più giovane vittima del coronavirus, un adolescente londinese di 13 anni.

Misure di blocco cominciano a essere prese anche in Africa. Ultima in ordine di tempo a isolare i suoi abitanti è la città di Lagos, in Nigeria.

A Gaza, nei Territori palestinesi, la crisi sanitaria si intreccia a quella alimentare, solo in parte attenuata dagli aiuti umanitari. Qui i timori sono legati alle conseguenze disastrose di un eventuale focolaio.