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Alitalia verso la nazionalizzazione

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Probabilmente è l'unica soluzione alternativa al fallimento, dopo oltre 10 anni di cadute, agonie, e salvataggi statali, dai "capitani coraggiosi" del 2009 in poi: il governo va verso la nazionalizzazione di Alitalia o con un intervento diretto dello Stato o attraverso una società a partecipazione pubblica maggioritaria.

D'altronde è impossibile che si faccia avanti un acquirente per la compagnia tricolore nei giorni di una crisi economica a causa del coronavirus, che per alcuni potrebbe essere peggiore di quella del 2007. Una crisi che colpisce frontalmente il settore aereo con una previsione di 100 miliardi di euro di perdite nel 2020 e con tante compagnie a rischio fallimento, atterrate dalla pandemia.

L'intervento di nazionalizzazione per Alitalia non sarà indolore visto che si parla di un'altra NewCo e dunque tagli ai posti di lavoro. Il commissario di Alitalia, Leogrande ha già chiesto la cassa integrazione per 3960 dipendenti.

Le risorse

Col decreto "Cura Italia" il governo mette sul piatto 600 milioni per l'intero comparto aereo e Alitalia farà la parte del leone. "Abbiamo bisogno di una compagnia di bandiera - ha confermato la ministra dei Trasporti Paola De Micheli - lo stiamo vedendo in questi giorni di crisi; giorni in cui Alitalia si dedica al rimpatrio degli italiani bloccati all'estero a causa del coronavirus".

Alitalia è da quasi 3 anni in amministrazione straordinaria e cerca un acquirente e ha ricevuto 1,3 miliardi di aiuti statali, perdendo, nel 2019 circa 300 milioni di euro all'anno; un compratore, nonostante le iniziali 32 manifestazioni d'interesse, tra cui quelle di Ryanair, Easyjet, Delta, Lufthansa, non si è mai trovato.