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Le memorie di Woody Allen usciranno il 9 aprile, ma è già bufera

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Le memorie di Woody Allen usciranno il 9 aprile, ma è già bufera
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Uscirà il 9 aprile l'autobiografia di Woody Allen in Italia (pubblicata da "La Nave di Teseo" di Elisabetta Sgarbi). In contemporanea a Stati Uniti, Canada, Francia, Germania e Spagna. Nel libro "Apropos of nothing" ("A proposito di niente" è il titolo originario) il regista parla della sua vita professionale e privata, scandita da tanti successi, ma anche da un'accusa di abusi sessuali sulla figlia di Mia Farrow, sua compagna per 12 anni. Dylan, così si chiama la bambina, che ora ha più di 30 anni, si scaglia contro la casa editrice dicendo di non essere stata interpellata prima della pubblicazione.

E' con lei anche il fratello Ronan, giornalista, vincitore del Pulitzer per lo scoop del #MeToo, lo scandalo molestie che ha tramortito Hollywood. L'Hachette Book Group, la casa editrice americana che pubblica il libro di Allen, è la stessa che ha dato alle stampe il libro di Ronan "Catch and Kill". "Non mi ha fatto piacere saper che Hachette, il mio editore, ha comprato le memorie di Woody Allen, dopo che molte altre grandi case editrici hanno rifiutato di farlo - scrive Ronan Farrow su Twitter - Hachette non ha fatto il fact checking sul ibro. Mia sorella Dylan non è stata mai contattata".

Si scaglia contro la casa editrice anche Rose McGowan, una delle protagoniste della rivoluzione #MeToo: "Vegogna su Michael Pietsch e sulla casa editrice Hachette. Avete tradito Ronan Farrow pubblicando le memorie di Woody Allen".

L'accusa risale al 1992

È il lontano 1992, quando Woody Allen e Mia Farrow si separano, a causa della relazione che il regista intraprende con la giovane Soon-Yi, altra figlia adottiva dela compagna. In contemporanea Dylan Farrow, allora bambina, dice di essere stata molestata da lui. Accusa negata con forza dal regista. Dal punto di vista legale tutto viene archiviato.

La lettera di Dylan al New York Times

Nel 2014 Dylan, ormai adulta, scrive una lettera aperta al New York Times in cui ribadisce le accuse (leggi il testo originale). Alla lettera segue un'altra smentita del regista. Ma stavolta Hollywood non fa orecchie da mercante. Alcuni attori come Michael Caine, Timothée Chalamet, Greta Gerwig, Colin Firth si schierano contro di lui, Amazon Studios rifiuta di distribuire il suo film "Un giorno di pioggia a New York", che esce in Europa ma non negli Usa America.