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Debito e investimenti: UE e venti di cambiamento

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Debito e investimenti: UE e venti di cambiamento
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In questo episodio di Real Economy ci interroghiamo sulla possibile necessità di una revisione delle norme europee su spese e tassazione. Andiamo in Germania, per scoprire perché il paese è così tanto sotto pressione per investire di più. E al nuovo commissario europeo per l'economia, Paolo Gentiloni, chiediamo se è arrivato il momento di ammorbidire le regole. Alla luce della debole crescita attuale, ha detto, la regolamentazione fiscale della UE è datata. Esistono però basi comuni per un cambiamento?

"(Re)investite di più". Il pressing di UE e FMI sulla virtuosa Germania

Nel 2019 la Germania ha registrato un avanzo di bilancio dell'1,2%. L'equivalente cioè di 13,5 miliardi di euro di entrate fiscali che non sono state reinvestite. Un avanzo, che dovrebbe inoltre confermarsi almeno fino al 2021 e che è il frutto una grande austerità fiscale. Troppo grande, secondo alcuni. FMI e Commissione Europea hanno di recente invitato Berlino a ridurre questo disavanzo, reinvestendolo nell'economia reale. "Non c'è alcuna ragione per cui investimenti dell'1% o anche del 2% del PIL non possano essere finanziati con il debito - ci dice Andrew Watt, economista alla fondazione Hans-Böckler-Stiftung. Parliamo di investimenti che aiuterebbero altri paesi europei, perché parte del fabbisogno tedesco sarebbe soddisfatto dall'import".

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Le ferrovie tedesche: un gigante coi piedi d'argilla (che potrebbe rilanciare il Paese)

La rete ferroviaria tedesca è un esempio di questi "sotto-investimenti". Nel 2019 diversi rapporti denunciavano un importante ritardo nelle riparazioni delle infrastrutture e sollecitavano investimenti nell'ordine dei 50 miliardi di euro. "Si tratta di recuperare questo ritardo sul piano infrastrutturale e di rimettere la rete ferroviaria in carreggiata - dice a euronews Torsten Westphal, presidente del sindacato President, EVG -. Nei prossimi anni si stima un importante aumento del numero di passaggeri. Saranno quindi necessari nuovi interventi e un'ulteriore espansione delle infrastrutture. E lo stesso vale anche per il traffico-merci. Anche su quel fronte si prevedono sostanziali incrementi".

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Sollecitazioni a cui governo tedesco e Deutsche Bahn hanno risposto accettando di investire 86 miliardi nei prossimi dieci anni. Le ferrovie sono solo uno dei settori, che in Germania necessitano di investimenti pubblici. Questi 86 miliardi sono però già un primo passo verso la creazione di posti di lavoro, potenziamento degli scambi commerciali su rotaia con altri paesi e, teoricamente, anche maggiore crescita. Dovrebbero però anche rilanciare un mezzo di trasporto meno inquinante degli aerei".

"Adeguare le regole a tempi e necessità". Paolo Gentiloni e la linea del cambiamento

Copyright 2019 The Associated Press. All rights reservedVirginia Mayo

Torniamo ora a Bruxelles, dal Commissario per l'economia Paolo Gentiloni. L'ex primo ministro italiano non ha fatto mistero di aspirare a profondi cambiamenti. La nostra Efi Koutsokosta l'ha intervistato per capire come intenderà operare e gli ha chiesto anzitutto il perché di tanta urgenza.

Paolo Gentiloni, commissario europeo all'economia
"E' chiaro che parliamo di regole che sono state concepite nel momento in cui l'Europa stava attraversando la più dura e pericolosa crisi economica dal dopoguerra. La situazione ora è cambiata: veniamo da sei anni di crescita continuativa, anche se ora sta rallentando. Ciò di cui abbiamo bisogno non è quindi una rivoluzione. E' però necessario adattare queste regole al quadro e al contesto attuali".

Efi Koutsokosta, euronews
"Significa quindi più flessibilità? Una revisione degli stessi obiettivi fiscali?"

Paolo Gentiloni, commissario europeo all'economia
"No, non credo si debba arrivare a un allentamento o una revisione degli obiettivi fiscali. Parliamo in ogni caso di cifre iscritte nei nostri trattati: le famose soglie del 3% per il rapporto debito pubblico/PIL, e del 60% per quello deficit/PIL, non possono essere stravolte da un giorno all'altro. Il punto è piuttosto porsi diversi obiettivi. Uno è sicuramente quello di semplificare regole che di anno in anno diventano più complesse. Poi, in un momento di scarsa crescita come quello attuale, dovremmo per esempio sposare politiche fiscali più espansive. E infine, dobbiamo assolutamente incentivare gli investimenti".

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"Al momento la Commissione Europea può obbligare i governi a limitare le spese, ma non ad aumentarle. Una situazione che a suo avviso dovrebbe cambiare? E' pronto a battersi per convincere gli scettici?".

Paolo Gentiloni, commissario europeo all'economia
"In una fase come quella attuale, caratterizzata da una crescita molto bassa, da anni la Commissione Europea raccomanda soprattutto ai paesi che dispongono di un importante spazio fiscale du impiegarlo per gli investimenti. Le ricadute sarebbero positive non solo per i paesi in questione. L'effetto domino di un simile atteggiamento si avvertirebbe in tutta l'Unione Europea".

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"Ritiene quindi che tutti questi 'investimenti verdi' che sono richiesti agli stati membri non dovrebbero essere considerati nelle procedure per deficit?"

Paolo Gentiloni, commissario europeo all'economia
"L'esclusione a tutto tondo riassume forse in modo un po' semplicistico i nostri obiettivi. Credo piuttosto che per incentivare gli investimenti rivedremo alcune clausole e alcune regole, soprattutto in materia di flessibilità".

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"Quando si aspetta, realisticamente, un accordo in merito?"

Paolo Gentiloni, commissario europeo all'economia
"Credo che dopo l'estate faremo il punto e avanzeremo delle proposte". (4/4)

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"Crede quindi nella possibilità di un compromesso fra gli stati membri?"

Paolo Gentiloni, commissario europeo all'economia
"Certo. Se non superiamo le differenze e senza compromessi non andremo da nessuna parte".