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Davos 2020: tutto quello da sapere sul World Economic Forum

Davos 2020: tutto quello da sapere sul World Economic Forum
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AP Photo/Markus Schreiber
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Dal 21 al 24 gennaio l'élite mondiale si ritroverà a Davos, in Svizzera, per il raduno annuale di leader politici, dirigenti d'azienda, accademici ed esponenti della società civile.

Quest'anno ricorre il 50° anniversario del Forum Economico Mondiale (World Economic Forum in inglese). Data l'importanza dei partecipanti se ne parla tanto ogni anno, ma di cosa si tratta e come si svolge? Ecco una breva guida al Forum di Davos.

Cos'è Davos?

Davos è la località di montagna in Svizzera dove si tiene ogni anno l'incontro del World Economic Forum.

Il forum è un'organizzazione non governativa di cui fanno parte circa mille delle più grandi aziende del mondo e riunisce diverse migliaia di imprenditori e leader politici.

È stato fondato nel 1971 dall'economista tedesco Klaus Schwab, allora si chiamava European Management Forum e il suo compito era quello di aiutare le imprese europee ad avere una migliore gestione aziendale.

In seguito il forum è stato ampliato fino a diventare una piattaforma di dialogo, nel 1987 il nome è stato cambiato in quello attuale e nel 2015 è stato riconosciuto come istituzione internazionale.

Quest'anno ci saranno almeno 600 relatori pubblici.

Cosa fa il forum?

Tradizionalmente i partecipanti discutono di questioni economiche, ma negli ultimi tre decenni l'evento ha affrontato anche questioni globali più ampie. Negli ultimi anni hanno partecipato anche i leader di Cina, India e Brasile.

Ogni anno è dedicato a un tema diverso. Quello del 2020 è lo sviluppo sostenibile, con lo slogan "Stakeholders for a Cohesive and Sustainable World".

Si discuterà di come rispondere al cambiamento climatico e proteggere la biodiversità, eliminare il debito a lungo termine, evitare una "guerra tecnologica", come fornire un'istruzione a circa un miliardo di persone nel prossimo decennio e risolvere i conflitti nei punti caldi del pianeta.

L'evento è stato storicamente una piattaforma per il dialogo e la negoziazione a livello internazionale.

Nel 1988 Grecia e Turchia firmarono qui una dichiarazione per evitare la guerra tra i due Paesi. Nel 1992, Nelson Mandela incontrò l'allora presidente sudafricano Frederik de Klerk in quella che fu la loro prima apparizione fuori dal Sudafrica.

Cosa possiamo aspettarci quest'anno?

Durante il forum dell'anno scorso si è discusso della necessità di aggiornare il modo in cui viene misurato il valore economico.

Quest'anno per la seconda volta ci sarà anche Greta Thunberg. La giovane attivista ambientale chiederà l'immediata sospensione degli investimenti nei combustibili fossili.

"Chiediamo che i leader facciano la loro parte per porre fine a questa follia", ha scritto recentemente insieme ad altri giovani attivisti per il clima.

"La gente - si legge in un comunicato del fondatore del forum Klaus Schwab - si sta rivoltando contro le élite economiche da cui ritiene di essere stata tradita, e i nostri sforzi per mantenere il riscaldamento globale limitato a 1,5°C sono pericolosamente insufficienti. Con il mondo che si trova a un crocevia critico, quest'anno dobbiamo sviluppare un 'Manifesto 2020 di Davos' per ridisegnare lo scopo e le schede di valutazione per le aziende e i governi".

C'è grande attesa anche per Donald Trump. Per il presidente degli Stati Uniti - che l'anno non scorso non partecipò al forum - quello di Davosi sarà uno dei primi appuntamenti internazionali dopo l'escalation diplomatica con l'Iran causata dall'uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani.

Cosa dicono i critici?

I critici considerano Davos un evento elitario, un'occasione che leader politici e uomini d'affari sfruttano per intrecciare nuove relazioni.

L'economista e premio Nobel Joseph Stiglitz, che ha partecipato a Davos dal 1995, ha scritto nel 2018 che, nonostante l'aumento delle disuguaglianze e il cambiamento climatico, gli amministratori delegati delle grandi compagnie si sono preoccupati solo della reazione populista contro la globalizzazione.

"Sembra che per gli amministratori delegati presenti a Davos i tagli alle tasse per i ricchi e le loro società, insieme alla deregolamentazione, siano la risposta ai problemi di ogni paese", ha scritto Stiglitz in un articolo pubblicato dal Project Syndicate.

Il World Economic Forum ha fatto notare che molti dei partecipanti fanno parte di organizzazioni non governative.

All'incontro partecipano diverse organizzazioni per i diritti umani. Inoltra dal 2014 l'ong Oxfam International pubblicato un rapporto annuale sulle disuguaglianze e la povertà globale ogni anno.

Stando al rapporto del 2018 almeno l'82% della ricchezza mondiale nel 2017 è andato all'1% più ricco della popolazione globale.

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