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Una politica economica europea per la crescita

Una politica economica europea per la crescita
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Per uscire dalla crisi e dalla stagnazione serve investire. Ma questo è davvero l'unico modo per la crescita in Europa? In questa nuova puntata di Real Economy cercheremo di capire come e cosa fare per aiutare le economie.

Una sfida che la Banca Centrale Europea porta avanti da anni. Per alcuni analisti gli strumenti finanziari della BCE non bastano più. Pertanto, ad alcuni paesi viene chiesto di investire maggiormente, come i Paesi Bassi. Cosa è davvero importante per le Piccole e Medie Imprese che rappresentano oltre il 99% di tutte le società non finanziarie europee ? Dipendono dalle banche per il 70% dei finanziamenti delle loro società esterne.

COME USCIRE DALLA CRISI ECONOMICA

Nell'euro-zona, il fabbisogno di finanziamenti bancari aggiuntivi per le PMI è diminuito dal 6% del PIL del 2015 al 3% del PIL nel 2019. Circa 400 miliardi di euro. Questo è il risultato di tassi di interesse bassi sui prestiti bancari e di una maggior disponibilità grazie al supporto della BCE. Il che ha comportato un aumento dell'offerta di prestiti nei paesi come Germania, Francia, Belgio e Paesi Bassi. Il divario più grande tra domanda e offerta di prestiti bancari per le PMI è nei Paesi Bassi (22% del PIL), Belgio (14%), Francia (9%) e Italia (4%).

Allo stesso tempo, i maggiori aumenti dell'offerta di prestiti bancari si sono registrati in Francia (+ 78%), Paesi Bassi (+ 38%) e Germania (+ 34%). Segno questo che le banche, in questi paesi, godono di buona salute. Le PMI in Grecia sono invece ancora fortemente colpite dalla mancanza di accesso ai finanziamenti: un problema che riguarda un quarto di queste società. Una preoccupazione che riguarda anche le PMI in Italia, Irlanda e Francia.

I prestiti e i tassi di interessi stanno avendo un certo impatto specie sui prezzi degli immobili che in alcune città europee, come Amsterdam, sono saliti, di nuovo a livelli molto alti. Fanny Gauret è andata Paesi Bassi per capire l'impatto di questa politica fiscale su imprese e persone. Vediamo il reportage.

COMPRARE CASA IN OLANDA DIVENTA UN'IMPRESA TITANICA

Siamo andati nel sud dei Paesi Bassi, a visitare un vivaio. Anche qui si guarda con apprensione al fattore crescita. Il programma di acquisto di obbligazioni della BCE, lanciato nel 2015, per sostenere l'economia europea, sta aiutando le PMI a ottenere prestiti più economici. Ciò ha permesso a questa azienda di comprare macchinari speciali.

"Special Plants" dà lavoro a 25 persone. Di recente, l’azienda ha sviluppato una pianta di the locale, offrendo un modo più ecologico per consumare questa bevanda. Per avviare il progetto, Johan Jansen, CEO di “Tea by Me”, ha chiesto un aiuto. “Per avviare l'attività, era proprio necessario un prestito bancario, per un totale di 1,8 milioni di euro. Avevamo bisogno di una grande quantità di denaro a basso interesse. Con il the vogliamo crescere anche in altri paesi, espanderci. È essenziale, tuttavia, avere liquidità perché altrimenti non possiamo crescere.”

I tassi di interesse bancari nella zona-euro sono ancora storicamente bassi. Questo è di grande aiuto per chi vuole chiedere un prestito o un mutuo ma non per i risparmiatori. Secondo le statistiche della BCE sui tassi di interesse bancari nell’euro-zona, ad ottobre 2019 si sono indebitate l’1,56% delle società e l’1,44% delle famiglie. I tassi di interesse sui depositi sono stati pari 0 per le imprese e dello 0,31% per le famiglie.

La liquidità è un ottimo incentivo come prestito per le famiglie, per incoraggiarle a spendere i loro soldi. Fenna ha recentemente acquistato un appartamento, anche se il prezzo dle mattone è fortemente aumentato nei Paesi Bassi. La banca avrebbe finanziato solo il 45%. Per il resto la donna si è fatta aiutare per poter comprare la casa. "È un'opportunità per me, perché il tasso di interesse è basso. Non guadagno molti soldi e ogni mese devo pagarmi il mutuo. Ma fortunatamente è davvero basso in questo periodo. Quindi è stato un buon momento comprare una casa.”

Quest'anno, le famiglie olandesi hanno contratto debiti con le banche pari al 91% dell'economia totale del paese, rispetto al 55% della media europea. Una situazione che per la Banca Centrale Olandese rappresenta una delle maggiori preoccupazioni per la stabilità finanziaria del Paese. I Dati sono stati confermati dalla Banca nazionale olandese stessa.

Secondo Bas Jacobs, professore di Economia, presso l'Erasmus School of Economics “Il primo rischio è che il mercato immobiliare continuerà a crescere e i prezzi delle case potrebbero salire ancora di piÙ. Il secondo rischio è che bassi tassi di interesse danneggino la responsabilità dei fondi pensione. I tassi di interesse bassi sono un segnale del mercato finanziario che il governo dovrebbe effettivamente investire di più e investire di più nei Paesi Bassi, in particolare nell'istruzione, nella ricerca e nella transizione energetica.”

Intanto la BCE chiede ai paesi con avanzi di bilancio, come i Paesi Bassi, di investire di più nella sua economia per stimolare la crescita in Europa. Non tutti sono d’accordo con le decisioni della BCE. I ministri delle finanze tedeschi e olandesi insistono sul fatto che i loro governi stanno già facendo molto per aumentare la domanda interna. Esistono chiaramente alcune differenze di opinione in Europa rispetto alla spesa. Per capirne di più abbiam incontrato Laurence Boone, capo economista dell'OCSE per discutere su quale sia il vero punto debole.

LA RICETTA DELL'OCSE

La BCE ha raggiunto la soglia limite negli aiuti all'Eurozona per crescere..? Per la Dott.essa Boone la BCE ha fissato livelli di tassi molto bassi, ma ha anche dato molta prevedibilità sul percorso dei tassi di interesse. "Sappiamo che i tassi rimaneranno così per molto tempo. La BCE ha fatto molto dall'inizio della crisi, ma questo gioco che si è creato non può durare per sempre, motivo per cui stiamo sostenendo che una politica fiscale deve intervenire e aiutare la BCE a raggiungere il suo obiettivo.”

"Dunque chi deve fare di più?”

Laurence Boone: “Ci sono alcuni paesi con una flessibilità fiscale nella zona euro. Ci sono i Paesi Bassi, la Germania e molti paesi nordici, ma tutti devono investire nella tecnologia, nel digitale e nell'energia del 21esimo secolo. Prendiamo ad esempio i Paesi Bassi. Hanno annunciato che avrebbero aumentato il loro budget dell'1% del PIL, ma ancora più importante stanno istituendo un fondo di 50 miliardi che pensiamo che sarà parzialmente supportato con un prestito per finanziare effettivamente la transizione energetica. Questo è ciò che effettivamente vogliamo che facciano anche altri paesi.”

“I moniti che arrivano ogni giorno dagli economisti, dagli esperti ma anche dai banchieri della BCE, dicono che questa politica è pericolosa e può creare bolle speculative. Lei è preoccupata?”

Laurence Boone: “Quello che abbiamo fatto è stato confrontare due tipi diversi di politiche. Una con la BCE che agisce da sola, una dove il lavoro è diviso tra la BCE da una parte e la politica fiscale dall’altra, Quello che si nota è che, così, si ottiene una crescita comparata del PIL, si ha più o meno la stessa inflazione, un po' più alta con la politica fiscale, ma è un mix ideale, con le politiche fiscali della BCE si potrebbe ottenere la metà dell'inflazione che abbiamo visto solo con la politica monetaria. Quindi il messaggio che stiamo dando qui è che avere un migliore mix di politiche non produce solo una migliore crescita in futuro, ma riduce anche il rischio di avere un qualche tipo di bolla.”

Gli investimenti pubblici di alcuni paesi combinati con bassi tassi di interesse potranno, dunque, dare un po' di respiro all'economia europea.

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