MES ad alta tensione: scontro tra Salvini e Conte

MES ad alta tensione: scontro tra Salvini e Conte
Di Luca Colantoni
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Dopo la rissa di Montecitorio, volano gli stracci tra Matteo Salvini e Giuseppe Conte. Il leghista lo invita a riferire altrimenti lo deuncerà". Il Premier: "Lunedi saro' in Aula, Salvini non abusi dell'immunità parlamentare"

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L'aula del Parlamento all'improvviso come un ring per un incontro di pugilato. Scendono dai propri scranni gruppi di deputati della Lega, di Fratelli d'Italia e del Partito Democratico. Opposizione contro maggioranza ed è il caos tra urla, spinte e rincorse. Alla fine a farne le spese, fortunatamente solo una sedia che avrà bisogno del restauratore. A scatenare la bagarre nell'emiciclo la discussione sul MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità e la sua riforma. Secondo la maggioranza nessun problema, anzi, solo bugie in quanto ci sarebbero i presupposti per una maggiore tutela per i risparmiatori italiani ed europei e nessuna ristrutturazione automatica del debito pubblico italiano. Di tutt'altro avviso le opposizioni che intravedono un piano solo per salvare le banche, nella fattispecie quelle tedesche e parlano di "attacco alla Costituzione" auspicando l'intervento del Capo dello Stato.

Ad essere in affanno il Movimento Cinque Stelle con Di Maio che ha chiesto una riunione di maggioranza e spera in uno slittamento della questione MES. La Lega, invece, va giu' duro ed ha anche divulgato una copia dell'atto parlamentare in cui invitava il Governo a fermarsi e, poco dopo, sono cominciati a volare gli stracci tra lo stesso Salvini e il Presidente del Consiglio Conte. "Venga in aula a riferire e se non verrà lo porteremo in tribunale perché c'è stata un'infedeltà in affari di stato". Il Premier ha risposto che lunedi sarà in aula e poi ha aggiunto: "Presenti pure un esposto, io lo querelero' per calunnia"

Animi infiammati, quindi e tutto è riconducibile ad una frase che il ministro dell'Economia Gualtieri ha pronunciato durante la sua audizione davanti alla Commissione Finanze del Senato: “Esiste la possibilità che il negoziato sul Mes si riapra? Secondo me no, la mia valutazione è no: il testo del trattato è chiuso, c’è un lavoro sugli aspetti esterni ma non c’è un negoziato sul testo”.

Detta cosi ha lasciato interdetti i deputati di opposizione che hanno pensato a un documento già sottoscritto e quindi non emendabile con il Parlamento scavalcato. Le agenzie hanno battuto la notizia e alla Camera il dibattito in agenda sul decreto terremoto è stato interrotto da un intervento del deputato leghista Borghi che ha scatenato tutto il resto.

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