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Israele: Netanyahu passa la mano

Israele: Netanyahu passa la mano
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REUTERS/Ronen Zvulun
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Benjamin Netanyahu passa la mano. Il premier uscente del Likud accusato di corruzione ha restituito al capo dello Stato, Reuven Rivlin, il mandato di formare un governo.

"Da quando ho ricevuto il mandato - ha dichiarato Netanyahu - ho lavorato incessantemente, sia apertamente che segretamente, per formare un ampio governo di unità nazionale. Questo è ciò che la gente vuole e quello di cui Israele ha bisogno alla luce delle sfide sulla sicurezza che stanno crescendo ogni giorno, ogni ora".

Tocca ora a Benny Gantz provare a trovare una maggioranza alla Knesset. Il leader del partito Blu e Bianco ha 28 giorni di tempo per dar vita a un esecutivo. Gantz ha ottenuto 33 seggi nel voto di settembre. Ma questo non lo mette al riparo da una strada anche per lui in salita, visti i numeri scarsi per una possibile coalizione.

Benny Gantz, leader del partito centrista Blu e Bianco

La mossa, che apre nuovi scenari nella politica israeliana, era tuttavia nell'aria da tempo e non e' certo un fulmine a ciel sereno. La certezza si è avuta lo scorso 17 ottobre, quando Gantz ha respinto l'ultima avance di Netanyahu, in affanno anche per la possibile incriminazione per la quale è imminente la decisione dell'Avvocato generale Avichai Mandelblit.

La proposta - senza specificare se vi fosse un'alternanza con Gantz nella premiership - era l'ingresso di Blu-Bianco in "un largo governo di unità nazionale" con il Likud e i partiti religiosi su una piattaforma politica condivisa. Con tre punti, a giudizio del premier, qualificanti: le crescenti sfide di sicurezza, lo status quo intatto per un anno sullo spinoso tema del rapporto stato-religione e la richiesta di "una posizione unica" sul Piano di pace del presidente Trump e sull'annessione della Valle del Giordano. La risposta di Gantz e' stata secca e immediata: mai con Netanyahu. Il fronte anti premier di Gantz è stato rafforzato dal caparbio rifiuto, per ben due volte, di Avigdor Lieberman, leader nazionalista di destra ma laico, di appoggiare in qualsiasi forma Netanyahu.

Rivlin ha detto che affiderà al più presto, entro 72 ore, l'incarico a Gantz, che è leader del partito che ha avuto più seggi (33) nel voto di settembre. Ma questo non lo mette al riparo da una strada anche per lui in salita, visti i numeri scarsi per una possibile coalizione. Blu-Bianco si è comunque detto determinato "a formare un governo liberale di unità nazionale" e a voltare pagina.

Una delle possibilità ventilate - che Netanyahu ha denunciato con forza - è quella di un governo di minoranza composto da Blu-Bianco, dai laburisti e da 'Campo democratico' (in tutto 44 seggi), appoggiato dall'esterno dai voti di Lieberman e dalla Lista Araba Unita. Un obiettivo, secondo molti analisti, complesso. Se fallisse anche Gantz, Rivlin potrebbe affidare l'incarico ad uno dei deputati della Knesset in grado di mettere insieme 61 seggi. In caso contrario, e non è l'ipotesi piu' improbabile, si tornerebbe al voto: per la terza volta in meno di un anno.

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