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Italia regno dell'evasione fiscale

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Italia regno dell'evasione. L'economia italiana non osservata - vale a dire attività clandestine, illegali o informali - nel 2017 valeva circa 211 miliardi di euro, più del 12% del PIL.

192 miliardi di euro finiscono nell'economia sommersa, gli altri 19 miliardi di euro erano legati ad attività illegali.

Oltre il 40% del sommerso si concentra nel commercio

Il 41,7% del sommerso economico si concentra nel settore del Commercio all'ingrosso e al dettaglio, trasporti e magazzinaggio, attività di alloggio e ristorazione, dove si genera il 21,4% del valore aggiunto totale. Analogamente l'incidenza relativa del ricorso al sommerso è alta negli Altri servizi alle persone ed è pari al 12,3% del sommerso economico, pur contribuendo il settore solo per il 4,1% alla formazione del valore aggiunto totale.

Il dramma del mercato del lavoro

Il vero dramma resta il lavoro, il numero di persone che hanno lavorato in nero in Italia nel 2017 è stato di 3,7 milioni, in crescita di 25 mila unità rispetto al 2016 (+0,7%). La componente del lavoro non regolare dipendente cresce del 3,1% (+80 mila unità), quella indipendente si riduce del 5,2% (-55 mila unità). L'aumento della componente non regolare (+0,7% rispetto al 2016) segna la ripresa di un fenomeno che nel 2016 si era invece attenuato.

La relazione Ue sull'evasione dell'Iva, Italia prima

I dati seguono la relazione della Commissione europea sui pagamenti dell'IVA: il divario più alto, pari a circa 33,5 miliardi di euro, è stato registrato in Italia e rappresenta quasi il 25% di tutta l'evasione dell'Unione europea.

Il governo italiano sta studiando agevolazioni fiscali che vanno dal 10% al 19% per chi paga con carta di credito, ma la vera emergenza è rappresentata dai lavori non dichiarati: un buco nero da 79 miliardi di euro.

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