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The Brief From Brussels: L'europarlamento "boccia" due aspiranti commissari europei

The Brief From Brussels: L'europarlamento "boccia" due aspiranti commissari europei
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Rovana Plumb e László Trócsányi - MTI /Koszticsák Szilárd
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La vendetta del Parlamento europeo sul team di Von de Leyen

É un no secco quello dell'europarlamento, che durante un primo scrutinio ha bocciato due candidati a commissari europei.

Si tratta dell'ungherese Laszlo Trocsanyi, del gruppo popolare europeo, e della rumena Rovana Plumb, del gruppo socialista. Gli eurodeputati ritengono che per entrambi sussita un conflitto di interessi.

Laszlo Trocsanyi, fedele del premier magiaro Orban, è accusato di aver mentito circa la sua posizione come ministro della giustizia, carica ricoperta dal 2014 a oggi. Avvocato e proprietario uno studio legale, sostiene di non aver ricevuto alcun compenso o dividendo dall'attività forense durante quel periodo e che il suo studio non ha accettato alcun incarico da parte del governo.

Smentito dalle prove portate in aula da altri eurodeputati ungheresi, Trocsanyi ha lasciato il Parlamento europeo assicurando di avere la coscienza pulita. La sua audizione non ha convinto pero' gli europarlamentari,

Stessa sorte per la candidata rumena, che pur dichiarando di non avere nulla da nascondere, non è riuscita a rassicurare i deputati sulla natura di due ingenti prestiti ottenuti.

Niente da fare per entrambi: "A questo punto quello che possiamo dire è che c'è un conflitto di interessi. Questo è il nostro ruolo. Non possiamo convalidare la nomina dei due commissari", afferma Manon Aubry, eurodeputata della sinistra europea.

I due candidati non saranno dunque ammessi alla fase successiva: le audizioni in cui devono essere esaminate le loro competenze.

Per Jozsef Szajer, eurodeputato di Fidez - il partito al potere in Ungheria- tratta di una persecuzione politica.

"Siamo davanto a una caccia alle streghe politica e ce ne occuperemo. Si tratta di un finto processo di cui già si sapeva l'esito e questo mi ricorda molto i tempi comunisti".

Ursula von der Leyen, la futura presidente della Commissione europea dovrà decidere cosa fare e molto probabilmente chiederà a Budapest e Bucarest di inviare nuovi candidati.

La Polonia inaugura una nuova miniera di carbona alla faccia di Bruxelles

E' un pugno nello stomaco per gli ambientalisti la nuova miniera di carbone inaugurata in Polonia dal primo ministro, la prima nel paese dal 1994.

Molti leader europei ritengono che sia un passo indietro rispetto all'obiettivo europeo delle emissioni zero entro il 2050.

Il presidente francese vorrebbe introdurre una tassa sulle emissioni in tutta l'UEm ma la Polonia, la Repubblica ceca, l'Ungheria e l'Estonia stanno cercando di contrastare gli sforzi europei verso la neutralità carbonica..

La Polonia inoltre chiede finanziamenti europei per poter effettuare la transizione verso energie verdi.

"È molto facile per i paesi che hanno già basse emissioni essere ambiziosi e stabilire gli obiettivi. Ma non tutti iniziano dallo stesso punto e la Polonia utilizza carbone da molti anni e l'80% dell'energia proviene ancora dal carbone in Polonia", spiega Magdalena Chawuła-Kosuri - Vice Segretario Generale presso Euracoal.

La presidente eletta della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha promesso di presentare un Green Deal per l'Europa e con molta probabilità sarà sulle politiche climatiche che Bruxelles e Varsavia si scontreranno.