Musica e diritti al Festival Nos Alive di Lisbona

Musica e diritti al Festival Nos Alive di Lisbona
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Una tribù che balla, metropolitana e imponente, tra il fiume Tago e l'Oceano Atlantico: per tre giorni sul Paseo Marítimo de Algés, a Oeiras, vicino a Lisbona, è la musica del Festival Nos Alive ad animare la declinazione portoghese della movida. Oltre 100 concerti rock, indie, pop per sette diversi palcoscenici allestiti sul paseo. Un evento che diventa anche agorà pubblica di discussione su diritti ed equità

"Noi [in Brasile] siamo già arrivati il più lontano possibile come società diseguale, dal punto di vista sociale e razziale - ha detto il rapper brasiliano. Emicida - quindi, penso che sia urgente parlare di queste disuguaglianze per poter evolvere in una società migliore".

Nominato due volte per il Latin Grammy, Emicida ha presentato alcuni dei temi del nuovo disco che dovrebbe uscire quest'anno. Da Burry Burns, musicista della band scozzese post rock Mogwai, si è invece alzata una critica contro il ritorno dei nazionalismi e la visuale costretta dalle frontiere che vengono nuovamente erette: è la Brexit a preoccupare perché restringe gli orizzonti e mozza il respiro.

"È un disastro. È imbarazzante. Non so come un piccolo gruppo di persone - persone stupide - abbia potuto tanto - ha dichiarato Burns in relazione alla Brexit - così va tutto al contrario e sarà molto più difficile per le giovani band. Per noi andrà bene, ma per i ragazzi più giovani, che non possono permettersi di pagare tutti i visti, sarà un disastro totale".

50.000 persone al giorno: secondo gli organizzatori, tante ne muove il festival alle porte di Lisbona, che quest'anno ha aperto con l'esibizione dei Cure, la leggendaria band britannica indie rock guidata da Robert Smith: in scaletta le hit dei 13 album con i successi mondiali come "Friday I" m in Love "o" Boys Don't Cry".