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Seggi aperti in Grecia: fra temperature torride e timori di bassa affluenza

Seggi aperti in Grecia: fra temperature torride e timori di bassa affluenza
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REUTERS/Costas Baltas
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Seggi aperti in Grecia: dalla mattina del 7 luglio, alle 7 ore locali (le 6 italiane) si sono aperti i seggi dove si voterà sino alle 19 (le 18 in Italia), quando si conosceranno gli exit poll seguiti poi, alle ore 21 locali, dalle prime proiezioni affidabili. E' la prima volta dalla fine dell'era della Troika e del pacchetto di misure di austerità del 2018, ma è la sesta in dieci anni tra diverse amministrative che si sono succedute e le europee.

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La partita si gioca in realtà tutta tra i due maggiori partiti pretendenti alle elezioni parlamentari, quello del premier Alexis Tsipras (Syriza), che ha subito una grande sconfitta alle europee, e la formazione di centro-destra guidata da Kyriakos Mitsotakis. Dai quali stando ai sondaggi si distaccano al terzo posto i socialdemocratici di Kinal, ex Pasok, seguiti dai comunisti del Kke (5%).

"Oggi è il giorno della democrazia. Uomini e donne decideranno per il corso che deve prendere questo paese nei prossimi 4 anni, stanno decidendo sulle loro vite. A urne aperte nel mattino era ancora tutto da decidere, quindi ognuno avrà un ruolo nel determinare il risultato elettorale", ha detto Tsipras ai giornalisti mentre intento a votare. E anche Mitsotakis ha sottolineato l'importanza del voto inviando il suo appello ai cittadini direttamente dalle urne:

"Le elezioni sono la celebrazione stessa della democrazia. Mi metto un gradino indietro con rispetto di fronte al verdetto dei cittadini. Oggi i greci hanno il destino del loro Paese stretto nelle loro mani e sono certo che domani si staglierà un futuro migliore per la Grecia", ha detto Mitsotakis.

Sono in tutto circa 10 milioni i cittadini greci chiamati alle urne. Il partito che prende la maggioranza relativa a livello nazionale ottiene un bonus di 50 seggi; per avere la maggioranza assoluta dei 300 seggi che compongono il parlamento monocamerale greco servono dunque 151 deputati. La soglia per la maggioranza assoluta (il 40,5%) è tuttavia molto difficile da raggiungere, per cui, si arriva a ottenere un'autonomia parlamentare solo con l'appoggio, per i partiti maggiori, delle formazioni politiche minori, che devono superare la soglia di sbarramento del 3%.