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La NATO fa i conti con una potenziale crisi missilistica

La NATO fa i conti con una potenziale crisi missilistica
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La Russia detiene dei missili che violano il Trattato sulle Forze Nucleari Intermedie (INF). Lo afferma mercoledì a Bruxelles il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, all'inizio della riunione dei ministri della difesa a Bruxelles.

"Il dispiegamento di questi missili russi è un problema molto serio - afferma- perché sono in grado di trasportare testate nucleari. Possono raggiungere le città europee in pochi minuti".

Il trattato, firmato nel 1987 tra Stati Uniti e Russia, prevede il bando di missili nucleari a gittata tra 500 e 5500 km con base a terra.

A febbraio Mosca aveva già annunciato il suo ritiraro dal trattato ma aveva affermato che non avrebbe schiererato missili a corto e medio raggio a meno che gli Stati Uniti non lo avessero fatto per primi. Ora che anche Washington intende ritirarsi dall'accordo l'ambasciatore russo presso l'Unione europea, Vladimir Chizhov, crede che gli Stati Uniti dispiegheranno i propri missili in Europa.

"Le voci a Washington dicono che non c'è nessuna intenzione di posizionare questi missili in Europa. Per quanto ne sappiamo, gli Stati Uniti stanno già sviluppando nuovi missili. Ma se non intendono posizionarli in Europa, dove vogliono piazzarli allora? Negli Stati Uniti? A meno che non si stiano preparando combattere con il Messico o Dio non voglia, con il Venezuela".

Per Brooks Tigner giornalista del Jane's Defense Weekly, la NATO ha alcune opzioni per gestire l'imminente crisi missilistica.

"Potrebbe rimanere sotto l'attuale ombrello nucleare degli Stati Uniti, il che ha un costo perché significa mantenere delle testate nucleari sia in mare che in aria come è stato fatto durante la guerra fredda. Non so se Trump lo accetterà. Altrimenti gli europei potrebbero posizionare le loro testate nucleari in aria. Non possono metterle a terra perché sappiamo che ciò riaccenderebbe le violenti proteste e i dibattiti che abbiamo visto negli anni '80 in Europa. Oppure, infine, potrebbero costruire una difesa missilistica con armi convenzionali".

Fonti diplomatiche affermano che, al fine di non esacerbare le tensioni, la NATO prima di annunciare la sua risposta aspetterà fino al 2 agosto. Questo è infatti il giorno in cui i russi si ritireranno l'INF. Queste misure saranno molto costose. Ecco perché all'inizio dell'incontro tra i ministri della difesa è stato annunciato che quest'anno gli alleati europei e il Canada aumenteranno le loro spese per la difesa del 3,9 per cento.