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European Lens - Esclusiva, il reportage fotografico da Chernobyl di Maxim Caron
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Maxime Caron

European Lens - Esclusiva, il reportage fotografico da Chernobyl di Maxim Caron

Sempre in movimento, Maxime Caron è un fotografo nato nel 1990 con la passione per i viaggi e la scoperta.

Ha iniziato "rubando" la reflex del padre da piccolo, così da poter immortalare gli amici che praticavano BMX. Da quel momento ha imparato a catturare la luce e i suoi molteplici riflessi, applicando la tecnica fotografica ad una grande varietà di soggetti. Avrebbe dovuto essere ingegnere meccanico ma ha scelto invece di studiare cinema, tecniche audiovisive ed estetica cinematografica. Si è poi progressivamente orientato verso la fotografia di viaggio. Lo abbiamo intervistato nell'ambito della nostra rubrica European Lens.

Sempre alla ricerca di ampi spazi aperti e atmosfere incantevoli, si sta muovendo ora verso un approccio più narrativo e lavora a nuovi progetti con dimensione sociale, storica o politica. Soggetti come Chernobyl: il suo reportage dai luoghi del disastro nucleare, raccontati nella celebre serie HBO, è qui disponibile in esclusiva.

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Maxime Caron

Come è iniziato il tuo viaggio nel mondo della fotografia?

Mi sono immerso nella fotografia fin da bambino. Mio padre, che è sempre stato un grande appassionato di fotografia, mi ha introdotto a quest'arte, proprio come ha fatto suo padre prima di lui. Attraverso le mie varie ricerche, sono riuscito a trovare una mia estetica e da qualche anno sto cercando di sviluppare un punto di vista narrativo che mi permetta di raccontare una storia da vicino.

Cosa non può mancare nella tua borsa di viaggio? Quale fotocamera usi?

In viaggio porto naturalmente la macchina fotografica e molto spesso un computer portatile. Per comodità, lo scelgo per la sua capacità di trasferire file sull'hard disk e, allo stesso tempo, fare il backup sul cloud - anche se in alcuni luoghi è difficile accedere a Internet.

Porto sempre con me la mia Canon 5D Mark 4, con un obiettivo 18-35 e un 24-105. Ho appena acquistato una piccola X100F da Fujifilm così da scattare più facilmente le foto in strada. Più leggera e più intuitiva, mi permette di essere più discreto rispetto alla massiccia Canon!

Cosa avresti voluto sapere quando hai iniziato a scattare foto?

Avrei voluto sapere come costruire una narrazione in modo strutturato - a volte i temi sono difficili da comprendere e rendere. Scattare una buona foto è facile, ma saper pensare in serie, come in un film, richiede un approccio molto più rigoroso.

Maxime Caron

Come descriveresti il tuo stile?

Da qualche anno sono orientato al fotogiornalismo ma rimango molto attratto dalla fotografia paesaggistica. Mi piace catturare quell' "istante di congelamento" di un particolare paesaggio o di una scena di strada.

Qual è il tuo luogo preferito? Cosa ti piace fotografare di più?

Mi piace fotografare una grande varietà di cose, trovare nuovi temi per me è essenziale. La mia curiosità personale mi permette di stare all'erta: non appena mi focalizzo su un oggetto, cerco di capirne la storia. Di conseguenza, non ho preferenze particolari: ogni tema nuovo è sempre una sfida.

Se dovessi dire una location europea...

Buona domanda. Ci sono molti posti bellissimi in Europa. Abbiamo la fortuna di vivere in un periodo in cui, nonostante gli impulsi nazionalisti che tutti conosciamo, possiamo viaggiare senza limitazioni. Penso che se dovessi nominare un luogo, direi Irlanda o Scozia: entrambi mi affascinano per i miti locali e la profondità della loro storia. Amo particolarmente i prati verdi e i grandi laghi che punteggiano questi paesaggi. Sono ideali per sognare ad occhi aperti.

Qual è il tuo scatto più memorabile?

È una foto molto semplice che non ho scattato ad Amsterdam, in un parco, durante un pomeriggio luminoso. C'era un venditore ambulante di gelati, tutto vestito di bianco, passava con il suo carretto. Ho preso la macchina fotografica, regolato la distanza focale e ho iniziato ad aspettare un momento cruciale. L'erba verde era perfettamente potata, i bambini che giocavano in giro, le betulle bianche che allungavano le lunghe ombre in quel tardo pomeriggio..... Quando improvvisamente è arrivata una folata di vento e ha spazzato via l'ombrellone del gelataio. Ho "premuto il grilletto" in quel momento. Ma purtroppo, una volta tornato a casa, quando ho sviluppato la pellicola, mi sono accorto che era danneggiata e non ho mai avuto la possibilità di ammirare questo scatto - che è rimasto essenzialmente nella mia testa.

Maxime Caron

Ci sono cose che non vorresti mai fotografare?

Al momento non credo proprio. Nel mio approccio, che è quello di un fotoreporter, penso che tutto quello di cui sono testimone debba essere raccontato. Quindi, anche se non mi piace molto l'idea di affrontare la morte, soprattutto in una zona di guerra, penso che i limiti mi saranno posti dalle circostanze in un determinato momento. Certo, mi piace fissare una certa distanza tra me e il soggetto, che corrisponde ai miei confini personali rispetto al soggetto stesso. Penso che sia possibile raccontare le cose con qualsiasi immagine, basta essere alla giusta distanza in modo che il messaggio non venga annegato nel sentimentalismo.

L'account Instagram di Maxime

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