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I-React: l'app che affronta i disastri con lo smartphone

I-React: l'app che affronta i disastri con lo smartphone
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Le catastrofi ambientali hanno raggiunto livelli mai registrati in precedenza.

Di fronte a fenomeni così potenti e spesso imprevedibili è essenziale operare su prevenzione e gestione delle emergenze. Oggi un'applicazione per smartphone può essere un valido alleato per salvare vite umane. Negli ultimi dieci anni hanno causato, solo in Europa, circa 7 milioni di vittime e perdite economiche complessive di circa 113 miliardi di euro, secondo quanto riportato dal database EM-DAT 2017. Le alluvioni rappresentano il più grande rischio in termini di persone colpite e danni economici.

"I-REACT": LA APP TORINESE PER GESTIRE I DISASTRI NATURALI

Sala di commando della Protezione civile della Regione Piemonte, a Torino, oggi è in programma una simulazione di emergenza. I ricercatori del progetto "I-React" stanno conducendo una serie di test per ultimare un'app per smartphone in grado di migliorare la gestione dei rischi ambientali.

L'app fa parte di un sistema complesso, che grazie all'elaborazione di una grande quantità di dati fornisce informazioni preziose a soccorritori e cittadini durante le emergenze.

Riccardo Conte, manager della Control Room presso la Protezione civile torinese ci spiega che "I-React, secondo quello che si è visto durante l'esercitazione, dà la possibilità di avere sul territorio dati georiferiti, quindi ben individuati, di sapere quali sono i punti di criticità, cosa sta succedendo, quali sono le informazioni principali".

"I-REACT" ATTIVA I CITTADINI

"I-React" è la prima piattaforma a livello europeo in grado di integrare i dati relativi alle situazioni di emergenza provenienti da più fonti, come servizi di osservazione satellitare e previsioni del tempo. Il tutto condiviso con le informazioni inviate dagli operatori della protezione civile e dai cittadini attraverso l'app, che fornisce in questo modo un'immagine della situazione in tempo reale.

"I dati che utilizza il sistema I-React sono generati da dispositivi che sono presenti nella vita quotidiana di tutti noi, come applicazioni nei nostri smartphone, social network e soprattutto le immagini e i dati provenienti dal sistema satellitare Copernicus", ci spiega l'Ingegnere Fabrizio Dominici della Links Foundation e Coordinatore del Progetto.

Questo progetto di ricerca europeo si propone come uno strumento prezioso per i soccorritori, ma non solo. Anche i cittadini, infatti, possono avere un ruolo fondamentale nel processo di raccolta delle informazioni. Secondo lo sviluppatore dell'app, Vito Macchia, Links Foundation, "l'applicazione è concepita per essere utilizzata dalle persone comuni prima ancora che dai volontari, per inviare report su una situazione di emergenza e per ricevere allerte Spesso i primi testimoni diretti di un'emergenza ambientale sono i volontari della Protezione civile, per questo motivo l'app deve essere di facile utilizzo".

Anche Luigi Orsi, il coordinatore dei volontari della Protezione civile di Torino ha trovato questa applicazione estremamente semplice, ma soprattutto immediata, "in considerazione di un'emergenza vera - spiega - è importante trasferire non con le parole ma con le immagini la situazione reale".

TECNOLOGIA E RICERCA ALLA PORTATA DI TUTTI

L'app consente agli operatori di raccogliere e inviare dati in diversi modi durante l'emergenza. Oltre agli smartphone, sono anche in dotazione smartglasses e dispositivi georeferenziati, in modo da poter ricevere e inviare informazioni in diretta.

"Quello che sto indossando è un prototipo di occhiale a realtà aumentata per effettuare parte delle operazioni che sono effettuabili anche attraverso l'app. Per esempio, c'è un fiume in piena, faccio la foto, seguo gli stessi passi che farei col telefonino, ma in questo caso utilizzando una sola mano, e grazie a questo telecomando invio il report alla centrale operativa", aggiunge Vito Macchia.

Questa tecnologia è già stata testata durante un'esercitazione internazionale della Protezione Civile nel 2018. Attualmente, i ricercatori del team di paneuropeo di "I-React" stanno completando lo sviluppo del dispositivo; l'obbiettivo è di lanciarlo sul mercato entro la fine dell’anno.