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Tutti contro tutti: iniziano le trattative per il successore di Juncker

Tutti contro tutti: iniziano le trattative per il successore di Juncker
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Nonostante il suo gruppo politico di centrodestra abbia perso circa 40 seggi nel Parlamento europeo, Manfred Weber rivendica il diritto ad esser nominato presidente della commissione europea. I popolari europei sono ancora il primo partito nell'emiciclo.

"Tenendo presente questo risultato, penso che abbiamo la legittimità di chiedere la leadership: è quello che farà il mio partito", ha affermato a caldo al termine della serata elettorale.

Ma la sua strada per conquistare il posto di Jean-Claude Juncker è piena di ostacoli, tra cui l'opposizione dell'Ungheria, che ha affermato di non sostenere la candidatura di Weber

"I voti di Fidesz provengono dal popolo ungherese - afferma Peter Szijjarto, ministro degli esteri ungherese-. Abbiamo ottenuto il 52% dei voti, dimostrando che Manfred Weber considera i cittadini ungheresi dei cittadini di serie B e non noi possiamo accettarlo. Abbiamo lo stesso valore di qualsiasi altro stato membro quindi non possiamo appoggiare Weber".

Alla fine saranno i leader europei a decidere chi prenderà la presidenza della Commissione europea. I liberali, che hanno guadagnato seggi, vengono visti come i favoriti. I leader di Belgio, Olanda e Lussemburgo, guidati dal presidente francese Emmanuel Macron vorrebbero un presidente liberale .

Xavier Bettel, primo Ministro lussemburghese a euronews ha detto di apprezzare Weber, "l'ho incontrato in Lussemburgo e a Strasburgo. E' una persona molto gentile e sono sicuro che farebbe anche un buon lavoro ma la questione è in che cosa consisterà questo lavoro".

Il candidato liberale con maggiori probabilità è la commissaria europea ed è ex-ministro danese agli affari economici, Margerate Vestager. Inoltre, in corsa c'è ancora il leader socialista, Frans Timmermans.

Senza dimenticare che il capo negoziatore della Brexit, Michel Barnier, potrebbe ottenere il supporto del presidente francese e da Berlino.

Nella nomina del presidente dell'esecutivo europeo è necessario prendere in considerazione molti fattori spiega Rosa Balfour, esperta del German Marshall Fund.

"Il fatto dopo è che oltre ai risultati delle elezioni, che indicano la composizione e la dimensione dei partiti, ci sono anche questioni di genere, tendenze regionali equilibri tra nord, sud, est e ovest, competenze e di solito i presidenti della commissione hanno un passato da primo ministro".

I leader europei, che si riuniranno per un vertice informale a Bruxelles martedì, non sono in alcun modo obbligati a scegliere il presidente della Commissione UE tra i leader dei gruppi politici. Potrebbero dunque esserci ancora delle sorprese in arrivo.