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Condanna per il CEO di un sito che metteva in contatto donne giovani con uomini ricchi

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Un uomo d'affari norvegese, Sigurd Vedal, è stato multato per oltre 250.000 euro in Belgio con l'accusa di aver favorito la prostituzione attraverso il sito di appuntamenti RichMeetBeautiful.com, una piattaforma metteva in contatto uomini ricchi con giovani donne.

L'avvocato di Vedal, Eric Cusas, nega che si tratti di prostituzione e difende invece il modello aziendale.

"I siti di appuntamenti cosa fanno? Mettono in contatto persone che cercano un determinato tipo di incontro. Possono essere i siti generali "Meetic" per esempio o siti specializzati come Gleeden o Victoria Mila. Ci sono siti che favoriscono gli incontri tra vegani, tra cattolici tra musulmani. Questo è solo un sito specializzato".

Il sito RichMeetBeautiful.com colegava giovani donne con uomini ricchi

È stata l'università libera di Bruxelles del 2017 ad aver suscitato polemiche, dopo aver segnalato nel suo campus la comparsa di una pubblicità con lo slogan: "Ehi studentesse, migliorate vostro stile di vita, uscite con Sugar Daddy".

"Se mi chiede se questa pubblicità sia di buon gusto dico di no, ma il buon gusto o il cattivo gusto finora non è mai stato un reato. La pubblicità non ha nulla a che vedere con la prostituzione".

Ma per l'avvocato dell'Università di Bruxelles, Laurent Kennes, invece il problema esisteva e come ed era evidente a tutti in quanto la pubblicità mandava dei segnali ben precisi

"Bastava guardare l'immagine: una giovane donna bella e forte, che si spoglia, che si toglie il reggiseno. Tutto questo ha reso un po' ridicole le argomentazioni della difesa. Significa che davvero pensano che qualcuno voglia fare questo quando va al ristorante o a teatro. Non riesco a immaginare una donna che si toglie reggiseno nel bel mezzo del ristorante senza che il proprietario non si lamenti e le dica qui non si promuove la prostituzione. Questo è quello che ha detto la corte: non siate ipocriti, siamo davanti a favoreggiamento della prostituzione. "

Vedal è stato anche accusato di "sfruttamento aggravato" in Francia, dopo aver pubblicizzato una versione del suo sito web in un campus a Parigi.