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Brexit: calma in attesa della nuova tempesta

Brexit: calma in attesa della nuova tempesta
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Regna ancora qualche attimo di calma tra nella politica britannica, prima di una nuova tempesta in merito all'affare 'Brexit'.

Theresa May e i decision-maker di Londra riprenderanno la prossima settimana il dibattito che aprirà le porte al voto sulla Brexit, a partire dal 14 gennaio.

Il testo non è ancora approvato in Parlamento e passa in analisi con l’arrivo del 2019.

Quella del 14 gennaio sarà l’ultima settimana utile per garantire al Regno Unito e all’Unione europea un accordo di divorzio che, secondo il calendario dei lavori, dovrà arrivare entro e non oltre il 21 gennaio.

Da quel momento in poi, Londra avrà tutto il tempo per adeguarsi a quanto deciso e per prepararsi all’eventualità di un disastroso 'No Deal'.

La premier Theresa May ha cercato rassicurazioni in merito all'accordo da parte dei leader dell'Unione, in particolare, per evitare un confine irlandese 'duro'.

Tuttavia, Bruxelles afferma che tutte le soluzioni sono già disponibili. Ora spetta a Londra proseguire e finalizzare gli accordi.

Mina Andreeva, Portavoce della Commissione europea, ha ribadito la posizione ferma dell'Esecutivo dell'Unione in merito al corso dei negoziati, rispondendo ai primi giornalisti rientrati a Bruxelles dalla pausa natalizia: "Abbiamogià ripetuto piu' volte che le condizioni gia' pattuite e portate sul tavolo dell'accordo sono lamigliore soluzione possibile.__Per ora, non sono previsti ulteriori incontri tra i negoziatori della Commissione europea e i negoziatori britannici, i negoziati sono stati conclusi." La Portavoce ha continuato informando che "Il Presidente Jean-Claude Juncker, come già annunciato, resta disponibile ad ascoltare le opinioni del Primo Ministro May in merito alla natura temporanea del backstop".

Ma il probabile 'No Deal' preoccupa i mercati. L'Unione europea si prepara a questo scenario, mentre Londra dichiara di voler intensificare il Piano di emergenza della Brexit, valutando piu' attentamente le conseguenze attraverso una campagna di sensibilizzazione sui potenziali impatti.

"Il nostro Piano di azione è stato adottato e presentato in tutti i suoi dettagli proprio in questa sala stampa della Commissione europea lo scorso 19 dicembre. Continueremo a implementarlo, vedremo nelle prossime settimane se è necessario un'intervento aggiuntivo."

Per celebrare il nuovo anno, le stelle europee hanno brillato nei cieli di Londra con fuochi d'artificio pro-Europa, provocando anche le reazioni meno felici di chi è rimasto fedele al referendum che ha votato per la Brexit.

Nuove esplosioni retoriche sono attese per il 2019.