ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Chi ha paura della Brexit? L'incubo di un non accordo

Lettura in corso:

Chi ha paura della Brexit? L'incubo di un non accordo

Chi ha paura della Brexit? L'incubo di un non accordo
Dimensioni di testo Aa Aa

Londra e Bruxelles fremono per trovare una soluzione che eviti ciò di cui tutti hanno timore, ossia un divorzio brusco tra regno Unito e Unione europea che le separi senza aver raggiunto alcun accordo. Uno scenario probabile, visto che la scadenza di ottobre si avvicina senza nessun progresso nei negoziati. Giovedì Londra pubblicherà un documento tecnico che consiglia a imprese e ai cittadini cosa fare per prepararsi a questa eventualità. L'assenza di un accordo potrebbe essere potenzialmente catastrofica sia per la Gran Bretagna che per l'Unione europea. Euronews ha discusso delle conseguenze di questo scenario con Peter Cleppe del think tank "Open Europe"

Damon Embling, Euronews

"cosa significa davvero una Brexit senza accordo?"

Pieter Cleppe, capo dell'Ufficio di Bruxelles, think tank "Open Europe"

"Beh, se non c'è accordo, non c'è nessun punto di riferimento sul quale le due parti possono convenire, ad esempio per assicurarsi che gli aerei possano continuare a volare tramite accordi multilaterali.

Penso pero che ci sarà un accordo semplicemente perché le conseguenze di un non accordo sono troppo grandi: ci potrebbero essere perdite di posti di lavoro per 1,2 milioni nell'Unione europea e mezzo milione nel Regno Unito. Nessuno lo vuole".

Il confine con l'Irlanda del Nord rimane un ostacolo. L'Irlanda si sta preparando all'eventualità di un non accordo, ma l'attuazione dei piani in tutto il paese non avverrà da un giorno all'altro.

Pieter Cleppe, capo dell'Ufficio di Bruxelles, think tank "Open Europe"

"L'Irlanda ha in programma di assumere circa un migliaio di nuovi funzionari (esperti doganali e veterinari) e il primo ministro ha ammesso che non è possibile che rendere operative tutte queste persone entro marzo".

Anche i porti commerciali su entrambi i lati della Manica saranno colpiti dalle conseguenze negative. Siti come Rotterdam, Zeebrugge e Dover temono lunghe code per l'accesso delle merci.

Pieter Cleppe, capo dell'Ufficio di Bruxelles, think tank "Open Europe"

"Il governo britannico potrebbe ovviamente decidere di rinunciare unilateralmente a tutti i requisiti e lasciare che le merci entrino nel paese, quindi forse la preoccupazione più grande riguarda le esportazioni britanniche e l'esportazione e l'importazione di parti di automobili. I grandi produttori importano ed esportano continuamente parti di automobili tra diversi paesi, quindi loro catene di approvvigionamento potrebbero interrompersi nel caso in cui ci fosse bisogno di superare tutti questi controlli extra ".

Il segretario del Regno Unito per la Brexit, Dominic Raab, ha bisogno di siglare un accordo con Bruxelles, che sia pronto per il vertice europeo di ottobre, visto come un momento decisivo.

Pieter Cleppe, capo dell'Ufficio di Bruxelles, think tank "Open Europe"

"Una volta riguadagnata la sua politica commerciale, la Gran Bretagna potrà aprirsi di più agli scambi e questo è un aspetto positivo per l'UE. Penso che ci vorrà molto tempo per poter giudicare correttamente se la Brexit è stata una buona idea o no."