Il Presidente francese dopo l'incontro a Washington con il suo omologo americano, dall'Australia torna a parlare dell'accordo del 2015, che più volte Trump ha definito "sbagliato"
Dall'Australia, dove è in visita, Emmanuel Macron torna a parlare di Iran precisando che non è detto che il presidente Trump rispetterà il trattato sul nuclare del 2015, evitando di imporre quindi nuove sanzioni entro il 12 maggio. Dalla Casa Bianca ha parlato l'addetta stampa Sanders che ha spiegato le ragioni per cui l'accordo è sbagliato:
"Non so che cosa deciderà il presidente americano il 13 maggio", ha detto Macron,"voglio solo dire che qualsiasi posizione verrà assunta, noi dobbiamo prepararci per una trattativa più ampia perchè credo che nessuno voglia una guerra nella regione e nessuno vuole un'escalation delle tensioni".
L'ultima visita a Washington del presidente francese era servita per provare a convincere Trump che è meglio un accordo da rivedere piuttosto che un non accordo. Il presidente americano pur non approvando il trattato del 2015 aveva fatto capire di essere disposto a discutere una nuova intesa, purchè, ha detto, poggi su basi solide.
Nelle ultime ore è intervenuto nuovemente nella questione il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un incontro con il suo omologo giapponese Abe, ha ripetutto i sui timori: l'Iran ha conservato tutti i suoi piani, ne abbiamo la prova, ha detto Netanyahu.