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Nord-Sud-Ovest-Est. Il vertice UE all'insegna delle divisioni

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Nord-Sud-Ovest-Est. Il vertice UE all'insegna delle divisioni

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Si apre con uno scontro sulla questione migratoria il vertice europeo di giovedì. Il pano di ricollocamento obbligatorio dei rifugiati è stato fortemente ostacolato dai paesi del gruppo di Visegrad che poco prima della riunione con gli altri leader europei hanno approvato lo stanziamento di 35 milioni di euro per aiutare Italia e Grecia a gestire la crisi migratoria.


“A mio avviso, all’interno dell’Unione europea non c‘è spazio per la solidarietà selettiva – ha criticato la cancelliera tedesca Angela Merkel- gli Stati membri che si trovano alle frontiere devono sopportare una tremenda responsabilità. E’ ovvio che il regolamento di Dublino non funzioni ed è per questo che abbiamo bisogno di solidarietà anche all’interno dell’Unione europea”.

Grande protagonista del vertice: la Brexit. Sebbene la settimana scorsa Londra e Bruxelles abbiano trovato un accordo preliminare sui principali punti del divorzio, ora saranno i 27 a giudicare se è possibile passare alle seconda fase dei negoziati.

“Penso che sia necessario un testo giuridicamente vincolante”, ha affermato il premier olandese Mark Rutte. “Penso che abbiamo bisogno di un testo sull’ articolo 50 il prima possibile per chiarire quali sono i diritti dei cittadini, gli obblighi finanziari e risolvere il problema delle frontiere in Irlanda”.

Per ricomporre le spaccature nel blocco europeo il presidente del Consiglio Donald Tusk nella lettera inviata ai leader ha fatto nuovamente appello all’unità “quando si tratta di Unione monetaria si assiste ad una divisione tra Nord e Sud, mi spiace di questa semplificazione geografica ma quando invece si tratta di immigrazione la divisione è tra est e ovest”, ha ammesso prima dell’inizio della riunione.


Proprio lui pero’ è al centro di polemiche per aver sminuito il ruolo della Commissione europea e aver definito “inefficaci” e “divisive” le sue politiche migratorie, innescando le proteste di molti Stati membri e uno scontro con l’esecutivo comunitario.