Un'esplosione nel sottomarino argentino

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Otto giorni dopo la scomparsa del San Juan, il portavoce dell'Armada ha ammesso che quell' anomalia acustica" rilevata dai sonar in profondità "può essere stata una deflagrazione"

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A bordo del sottomarino argentino scomparso il 15 novembre scorso c‘è stata un’esplosione.

Otto giorni dopo la scomparsa del San Juan, il portavoce dell’Armada ha ammesso che quell’ anomalia acustica” rilevata dai sonar in profondità “può essere stata una deflagrazione”.

Sarebbe avvenuta a 430 chilometri al largo del Golfo di San Jorge, all’altezza della Patagonia centrale, e si sarebbe estesa per un raggio di 125 chilometri.

In quella zona i fondali variano in modo considerevole: passano dai cento ai 3.000 metri. Non è quindi escluso che il mezzo sia colato a picco negli abissi.

E, a otto giorno dalla sua sparizione, aumenta il numero dei paesi che collaborano alle ricerche. Tra gli altri, un aereo della British Royal Air Force.

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