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Boris Johnson appoggia Leadsom, vendetta contro Gove

Boris Johnson appoggia Leadsom, vendetta contro Gove
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Di Alfredo Ranavolo
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Si profila una sfida tutta al femminile, con Theresa MAy, per la futura guida del processo di uscita dall'Europa.

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Uscito sbattendo la porta principale, quando c’era la generale convinzione che fosse destinato alla guida del Regno Unito fuori dall’Europa oltre che dei conservatori, Boris Johnson fa capolino almeno dalla finestra, ufficializzando il suo appoggio al ministro dell’Energia, Andrea Leadsom, convinta sostenitrice del leave.

I will be supporting Andrea Leadsom for Conservative leader and our next Prime Minister, here's why: https://t.co/WebnLQzhcs

— Boris Johnson (@BorisJohnson) 4 luglio 2016

A dispetto del suo passato nella finanza, la 53enne ha affermato che, una volta primo ministro, si concentrerebbe proprio sugli eccessi della City. “I ricchi britannici devono avere chiaro che non saranno la mia priorità” ha detto, annunciando che qualsiasi prossimo taglio alle tasse si concentrerà sui redditi più bassi.

E ancora che “le persone diventate ricche senza che ci fosse alcuna correlazione con le performance delle loro società devono sapere che io trovo ciò inaccettabile”, senza specificare come intenderebbe porre rimedio a ciò.

Ha avvertito, inoltre, che “nel mio vecchio ambiente troppo pochi sono stati quelli che hanno pagato per il loro ruolo nella crisi del 2008”.

Un sondaggio interno ai tories le attribuisce una percentuale di preferenze maggiore di quella di Theresa May (38% contro il 37%).

Destinato a sicura sconfitta appare invece, al momento, quel Michael Gove, ministro della Giustizia, che i rumor definiscono causa del ritiro dell’ex sindaco di Londra dalla corsa, sentitosi pugnalato alle spalle da colui col quale aveva condiviso la campagna sulla Brexit

Faro della corsa a cinque (oltre ai tre già citati partecipano il ministro del Lavoro Stephen Crabb e l’ex ministro della Difesa Liam Fox) per la leadership, che a partire da oggi dovrà ridursi a una sfida a due, potenzialmente tutta al femminile, resta la May, ministro dell’Interno in carica. Ufficialmente schierata per il “remain” al referendum, ha dichiarato che rispetterà il verdetto delle urne.

Alla “sfida finale” si arriverà tramite una sequenza di voti a esclusione, che ogni volta faranno mettere una riga sopra l’ultimo classificato della tornata.

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