EventsEventi
Loader

Find Us

FlipboardLinkedin
Apple storeGoogle Play store
PUBBLICITÀ

Euronews in viaggio con i migranti: l'Europa dietro il filo spinato

Euronews in viaggio con i migranti: l'Europa dietro il filo spinato
Diritti d'autore 
Di Euronews
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto:Copy to clipboardCopied

Voci e storie da Horgos, villaggio serbo a un passo dal sogno chiamato Europa

PUBBLICITÀ

Oltre questo filo spinato un sogno chiamato Europa. E’ l’ultimo ostacolo che separa migliaia di migranti in fuga da miseria e violenze dall’Ungheria e dell’agognata area Schengen, sinonimo di libera circolazione.

#Hungary - #Migrants crawl under a barbed fence at the Hungarian-Serbian border near Roszke. By @afpattila#AFPpic.twitter.com/4V4ULa0m2Q

— AFP Photo Department (@AFPphoto) 27 Agosto 2015

Bambini, vecchi, intere famiglie che qui a Horgos, villaggio serbo alla frontiera, si sentono ormai a un passo dalla fine della loro Odissea: il sindaco dice di vederne transitare ogni giorno, poco meno delle anime della sua cittadina: fra i 3.000 e i 5.000.

“Molti di loro – dice James Franey,l’inviato di euronews che li sta seguendo nel loro viaggio – passeranno qui la notte in attesa del momento giusto per varcare la frontiera”.

#Hungary claims record daily #migrant intake http://t.co/JGIIjEmjHtpic.twitter.com/VtCVgtZRbI

— dwnews (@dwnews) 25 Agosto 2015

Le cifre snocciolate dalla polizia ungherese parlano di oltre 2.500 arrivi nella sola giornata di martedì. Afghanistan, Pakistan, ma soprattutto Iraq e Siria i paesi di provenienza.

Mahdi, a 20-year-old from Syria, waits at a makeshift camp to cross into Hungary. pic.twitter.com/whWFIRAefb

— James Franey (@jamesfraney) 27 Agosto 2015

Tra loro c‘è chi parla di addii dolorosi e scelte sofferte. Uno strappo bagnato di lacrime, ci racconta Mahdi, 20 anni appena, ma che ha dovuto fare per inseguire il sogno di una vita migliore. “Alla mia partenza dalla Siria non smettevo di piangere – racconta -. Una volta in Libano, l’ho sognata tutte le notti per sei mesi. Dobbiamo però andare avanti. Inseguire i nostri sogni”.

Nasir arriva invece dall’Iraq e, se ringrazia Grecia e Macedonia per avergli permesso di arrivare fin qui, si interroga però sulle cause della sua Odissea: “A indignarmi sono paesi arabi come gli Emirati e l’Arabia Saudita: ci sono loro dietro alle tragedie di Siria e Iraq”.

#Hungary threatens to use army to stop refugees entering http://t.co/Gp2sf9uTjdpic.twitter.com/a71Xb1buuF

— UKRAINE TODAY (@uatodaytv) 26 Agosto 2015

300.000, secondo Budapest, i migranti che come lui potrebbero accedere all’Europa dall’Ungheria entro la fine dell’anno. Una marea umana, per arginare la quale il governo del premier conservatore Orban ha ora proposto di schierare anche l’esercito.

Il dibattito in Parlamento è previsto per la prossima settimana. Nell’attesa, l’entourage di Orban ha ipotizzato il potenziamento delle forze di polizia e lo spiegamento anche di elicotteri e di unità cinofile.

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

Reportage: in Macedonia a bordo del treno fra i migranti in rotta verso l'Europa

Reportage in Serbia: fra i profughi che cercano di raggiungere l'Europa centrale e settentrionale

Migranti: il viaggio della speranza