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Dall'Occidente per combattere il fondamentalismo

Dall'Occidente per combattere il fondamentalismo
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Sono occidentali giunti in Siria per combattere i jihadisti dello Stato Islamico.

Inglesi, americani, canadesi combattono al fianco della milizia curda Ypg a Hasaka nel nord est della Siria.
Ciascun ha un vissuto diverso e buone ragioni per arrivare qui.
Michael Enright, ex attore di Hollywood che abbiamo visto ne I pirati dei caraibi ci racconta cosa l’ha spinto a una scelta così drastica.

Michael Enright:

“James Foley, il primo giornalista decapitato dall’Isil, era in ginocchio, mani legate dietro la schiena, non poteva difendersi da quel vigliacco, infatti il suo boia non era altro che un inglese vigliacco. L’ha decapitato. È stato duro da accettare per me anche per il fatto che Foley era un inglese”.

Il fronte non è lontano da Rojava, regione del Kurdistan siriano.
John, ex militare canadese, ci rivela che all’inizio i suoi amici l’hanno preso per pazzo e ci ha messo un po’ per far capire che non poteva semplicemente stare a guardare la brutalità e la violenza dei jihadisti .

John:
“Se hai a cuore le sorti del genere umano, non puoi stare a guardare, assistere passivamente a quanto sta succedendo, dire “che orrore” e poi continuare la tua giornata come se niente fosse.
Devi fare tutto ciò che è in tuo potere di fare cosa che io ho fatto. La mia famiglia ha capito e non mi ha ostacolato”.

Anche Robert Rose ha fatto la sua scelta.
Americano, guardia di sicurezza, lavorava al Bronx.
L’esempio di altri americani è bastato per farlo partire.

Robert Rose:

“Ero fiero dei miei connazionali che hanno lasciato tutto per venire qui come volontari e combattere in prima linea per difendere i valori in cui credono.
Ho voluto unirmi a loro. Appena ho sentito che un americano veniva qui, ho sentito il dovere morale di partire”.

La guerra civile in Siria entra nel suo 5° anno, il paese è in ginocchio. John, canadese, è convinto che alla fine vinceranno .

John: “Possiamo farcela, ne sono persuaso. Si ha molto paura dell’Isil, ma da quanto posso vedere sono persone come noi, respirano e sanguinano come noi, muoiono come noi. Di fronte a un attacco muoiono anche loro. Possiamo farcela. Possiamo sconfiggerli”.

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