Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Turchia, leader filo-curdo Demirtas: "Stato dietro le violenze a Diyarbakir"

Turchia, leader filo-curdo Demirtas: "Stato dietro le violenze a Diyarbakir"
Diritti d'autore 
Di Euronews
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto: Copy to clipboard Link copiato!

“Impediremo che scoppi una guerra civile in Turchia”. Il monito arriva dal leader del partito filo-curdo Selahattin Demirtas dopo aver accusato

“Impediremo che scoppi una guerra civile in Turchia”. Il monito arriva dal leader del partito filo-curdo Selahattin Demirtas dopo aver accusato alcuni esponenti dello stato di essere i mandanti degli scontri dei giorni scorsi a Diyarbakir. Violenze che hanno fatto ben 4 morti. Al governo di Ankara ha chiesto che vengano svelati tutti i collegamenti.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

“Nessuno può arrivare dalla Siria per far esplodere due bombe in una manifestazione dove era in programma un mio intervento. Le menti e gli esecutori devono essere trovati cosi come chi li appoggia”, ha detto Demirtas.

Le violenze tra le diverse fazioni curde sono scoppiate dopo le elezioni parlamentari che hanno visto il governo di Erdogan perdere la maggioranza assoluta e la formazione di Demirtas entrare in Parlamento.

A chi accusa proprio l’Hdp di essere dietro i recenti attacchi nelle zone a maggioranza curda, il copresidente fa sapere che il partito curdo non è un’organizzazione armata e che da tempo è impegnato in politiche democratiche. Senza contare che durante la campagna elettorale c’erano stati una serie di attacchi contro sedi dell’Hdp.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Caos ad Ankara: polizia nella sede del principale partito d'opposizione per sostituire il presidente

Polizia turca usa gas lacrimogeni per irrompere nel quartier generale del CHP

Tribunale dichiara nullo il congresso del partito CHP: cosa succede ora in Turchia?