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Un Europa senza confini: Schengen

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Un Europa senza confini: Schengen
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Il Trattato di Schengen, per molti, rappresenta uno dei più grandi successi dell’Europa. Ma, a 30 anni dalla firma è ancora un buon affare per

Il Trattato di Schengen, per molti, rappresenta uno dei più grandi successi dell’Europa. Ma, a 30 anni dalla firma è ancora un buon affare per l’Europa? Quali sono i pro e contro nell’avere le frontiere aperte? Il 14 giugno 1985, un’idea condivisa diventa realtà e un villaggio del Lussemburgo dà il nome a un accordo determinanente per l’Unione europea: Schengen.
I per i padri fondatori del trattato avevano ben chiaro in mente quali fossero i vantaggi: rimuovere i controlli su frontiere e commerci, e diffondere viaggi e turismo.
Oggi la cooperazione rafforzata di Schengen si estende alla maggior parte dell’Europa occidente e a una enorme fetta di quella orientale. Oltre 400 milioni di persone possono viaggiare senza passaporto in 26 paesi europei. Ogni anno si registra un flusso pari a 1,25 miliardi di transiti nell’area senza confini.
Ma, cosí come viaggiano liberamente i turisti, lo fanno anche criminali e terroristi. La minaccia molto reale di attacchi da parte di estremisti ha costretto i governi ad agire.
La crisi del Mediterraneo sull’immigrazione evidenzia le difficoltà politiche e di controllo sulle frontiere esterne all’Unione europea.
Tra 30 anni Schengen esisterà ancora?

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