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Quasi metà degli europei favorevole a vietare X di Musk se viola la legge UE

La pagina iniziale di X è visualizzata su un computer e su uno smartphone, il 16 ottobre 2023.
La pagina iniziale di X è visualizzata su un computer e su uno smartphone, 16 ottobre 2023. Diritti d'autore  Credit: Canva/AP Photo
Diritti d'autore Credit: Canva/AP Photo
Di Theo Farrant
Pubblicato il
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Un nuovo sondaggio YouGov in Germania, Francia, Spagna, Italia e Polonia rivela che quasi un europeo su due (47%) sosterrebbe il divieto di X nell’UE se continuerà a violare le norme europee.

Quasi un europeo su due sarebbe favorevole a vietare la piattaforma di social media X nell'Unione europea se continuerà a violare le norme UE, secondo un nuovo sondaggio YouGov realizzato in cinque grandi Stati membri.

L'indagine, svolta in Germania, Francia, Spagna, Italia e Polonia, indica una crescente frustrazione degli elettori per quella che viene percepita come la mancata osservanza, da parte della piattaforma di proprietà di Elon Musk, delle regole europee sul digitale.

Tra il 60 e il 78% degli intervistati in ciascun Paese ritiene che l'UE dovrebbe adottare ulteriori misure contro X se non porrà rimedio alle violazioni individuate dalla Commissione europea lo scorso anno.

Tra chi chiede interventi più severi, la maggioranza – compresa fra il 62 e il 73% – sostiene che la piattaforma andrebbe vietata se continuerà a non conformarsi. In totale, il 47% del campione appoggia l'ipotesi di un divieto.

Il nuovo sondaggio YouGov mostra un ampio sostegno in Europa a misure più dure contro X
Il nuovo sondaggio YouGov mostra un ampio sostegno in Europa a misure più dure contro X Credit: YouGov

I risultati arrivano dopo che la Commissione europea ha inflitto a X una multa da 120 milioni di euro, il 5 dicembre scorso, ai sensi del Digital Services Act (DSA) per il mancato rispetto degli obblighi di trasparenza.

Al centro dell'indagine c'è la spunta blu, che in passato segnalava gratuitamente gli account ufficiali ma che ora viene venduta a 7 euro al mese, con il rischio di confondere gli utenti sull'autenticità delle identità.

La Commissione ha inoltre accertato che X non rispetta gli obblighi di trasparenza sulla pubblicità sulle piattaforme social, offuscando il confine tra inserzioni e contenuti. Una commistione che può esporre gli utenti a truffe finanziarie. X ha ora 90 giorni lavorativi per rispondere alle contestazioni.

Da allora l'azienda e il suo assistente di intelligenza artificiale integrato, Grok, sono finiti sotto ulteriore scrutinio. I critici accusano la piattaforma di amplificare contenuti dannosi, tra cui pornografia deepfake e materiale di abusi sessuali su minori.

La scorsa settimana i magistrati francesi hanno perquisito la sede parigina di X nell'ambito di un'indagine in corso sui contenuti di abusi su minori.

Sondaggio YouGov: gli europei vogliono misure più dure dell'UE contro X

I dati YouGov indicano un forte sostegno a un'applicazione più rigorosa delle regole nei confronti delle piattaforme Big Tech. Se X non risponderà in modo adeguato alla sanzione della Commissione, il 70% degli intervistati sostiene che dovrebbero esserci conseguenze.

Tra questi, tra il 17 e il 28% è favorevole a nuove multe. Tra il 23 e il 29% vorrebbe vietare del tutto la piattaforma.

Il gruppo più numeroso, pari al 40–52% di chi chiede interventi, ritiene che la Commissione dovrebbe sia infliggere ulteriori multe sia vietare a X di operare nell'UE.

Risultati del recente sondaggio YouGov sulle violazioni delle leggi UE da parte di X
Risultati del recente sondaggio YouGov sulle violazioni delle leggi UE da parte di X Credit: YouGov

"Gli europei ne hanno abbastanza di avvertimenti a vuoto. X è stata multata, indagata e le sono state offerte tutte le possibilità di adeguarsi – ma ha scelto invece di ridere in faccia all'UE", ha dichiarato Ava Lee, direttrice esecutiva di People vs Big Tech, un movimento che riunisce 149 organizzazioni della società civile.

"X potrebbe essere la prima grande piattaforma a subire un livello di scrutinio così intenso da parte della Commissione, ma non sarà l'ultima", ha aggiunto.

"Gli ultimi dati del sondaggio mostrano che i legislatori europei hanno un'occasione d'oro: usare il caso X per fissare un precedente fondamentale e inviare a Big Tech un messaggio chiaro: le leggi europee vengono prima di tutto."

Nonostante l'ampio sostegno emerso dal sondaggio, vietare una grande piattaforma sarebbe considerato un passo estremo dal diritto dell'UE e la Commissione non ha lasciato intendere di star valutando al momento una misura del genere.

Divieto dei social media: i social network vanno vietati?

Il sondaggio è stato realizzato sullo sfondo di un crescente dibattito politico sulla regolamentazione dei social media.

Spagna, Francia, Danimarca, Italia, Grecia, Finlandia, Germania e Regno Unito stanno valutando misure per limitare o vietare del tutto l'uso dei social media da parte dei minori, in risposta ai timori legati ai cosiddetti «contenuti illegali e d'odio».

Il 10 dicembre 2025 l'Australia ha fatto da apripista introducendo le restrizioni più severe al mondo sui social media per gli under 16, con la rimozione di milioni di account di minori.

Ma interviste a adolescenti, genitori e ricercatori indicano che molti ragazzi continuano ad accedere alle app vietate grazie a semplici escamotage, sollevando dubbi sulla reale applicabilità delle nuove regole.

I ricercatori sottolineano che è ancora troppo presto per capire se il divieto australiano sia stato efficace.

"Per la maggior parte dei nostri studi, il primo punto di osservazione è a sei mesi. Per questo inviterei gli altri Paesi, i decisori politici e i cittadini molto entusiasti di questa idea ad attendere i dati", ha dichiarato la professoressa Kathryn Modecki dell'Università dell'Australia Occidentale.

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