La Banca centrale europea smentisce decisioni sull’uscita anticipata di Christine Lagarde, mentre crescono le speculazioni sulla successione e sugli equilibri politici europei
Dopo le indiscrezioni diffuse mercoledì secondo cui Christine Lagardepotrebbe lasciare anticipatamente la guida della Banca centrale europea, un portavoce dell’istituto ha dichiarato che al momento non è stata presa alcuna decisione in merito.
Nel frattempo, la presidente continuerà a concentrarsi sulle sue responsabilità istituzionali, ha aggiunto il portavoce, evitando di entrare nel merito delle speculazioni. La risposta appare meno categorica rispetto allo scorso anno, quando indiscrezioni simili erano state smentite con una dichiarazione ufficiale secondo cui Lagarde era “pienamente determinata a completare il mandato”.
Le ipotesi su una possibile uscita anticipata sono state riportate inizialmente dal Financial Times, che citava fonti a conoscenza della questione e collegava la tempistica a considerazioni politiche. Secondo tali ricostruzioni, Lagarde potrebbe lasciare il suo incarico a Francoforte prima delle elezioni presidenziali francesi previste nell’aprile 2027, anticipando la scadenza naturale del mandato fissata per ottobre dello stesso anno.
Un passo indietro consentirebbe all’attuale presidente francese Emmanuel Macron e al cancelliere tedesco Friedrich Merz di influire sulla scelta del successore, permettendo alla leadership delle principali economie dell’Unione di incidere sull’indirizzo futuro della politica monetaria europea.
Con l’impossibilità costituzionale per Macron di candidarsi a un terzo mandato, a Bruxelles e a Parigi cresce intanto la preoccupazione per il rafforzamento di forze politiche euroscettiche, tra cui il Rassemblement national e l’Alternativa per la Germania. Secondo i sondaggi, Marine Le Pen e Jordan Bardella sarebbero in vantaggio, prospettando la possibilità di un governo meno allineato con le istituzioni europee e potenzialmente capace di complicare le nomine chiave dell’Ue.
La scorsa settimana anche il governatore della Banca di Francia, François Villeroy de Galhau, ha annunciato in modo inatteso l’intenzione di dimettersi in anticipo, secondo quanto riferito per motivazioni analoghe. Commentando le indiscrezioni su Lagarde davanti a una commissione parlamentare, ha affermato di non considerarle informazioni confermate, lasciando alla Bce l’onere di rispondere.
La corsa per Francoforte
Le speculazioni sulla futura guida della banca centrale sono destinate ad intensificarsi. Un sondaggio del Financial Times dello scorso dicembre indicava come principali candidati Klaas Knot, già alla guida della banca centrale dei Paesi Bassi, e Pablo Hernández de Cos, ex governatore della banca centrale spagnola.
Knot viene spesso descritto come una figura di equilibrio, passata da posizioni rigorose sull’inflazione a un profilo più pragmatico e orientato al consenso, elemento che lo renderebbe particolarmente apprezzato a Berlino.
De Cos, oggi alla guida della Banca dei regolamenti internazionali, resta invece un candidato di primo piano per la reputazione tecnica e la capacità di mediazione riconosciutagli in ambito internazionale.