Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Open Arms, testimone: "minacce di morte dalla Guardia Costiera libica"

Open Arms, testimone: "minacce di morte dalla Guardia Costiera libica"
Diritti d'autore 
Di Cinzia Rizzi
Pubblicato il
Condividi Commenti
Condividi Close Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto: Copy to clipboard Link copiato!

Secondo una giornalista, che si trovava a bordo della nave dell'ONG spagnola, il comandante dell'imbarcazione libica avrebbe minacciato di morte l'equipaggio, pretendendo la consegna dei migranti

Sarebbe stato minacciato di morte dalla Guardia Costiera libica l'equipaggio della nave dell'ONG ProActiva Open Arms, durante il salvataggio di 218 migranti nelle acque internazionali. E' quanto sostiene Cristina Mas, una giornalista catalana, che si trovava a bordo dell'imbarcazione spagnola, sequestrata questo lunedì a Pozzallo (Ragusa) su ordine della Procura di Catania, con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina.

"Un uomo che diceva di essere il comandante della nave della Guardia Costiera libica ha ordinato a quelli di Open Arms di consegnare donne e bambini, minacciando di morte l'equipaggio", ha spiegato la cronista. "Letteralmente ha detto: 'sono il comandante, datemi i migranti o vi uccideremo'. L'ha ripetuto tre volte. E quello che ho visto mentre ero a bordo è che i migranti avrebbero preferito morire piuttosto che salire sulla barca libica".

Nei mesi scorsi era scoppiato lo scandalo delle torture alle quali erano sottoposti migranti e rifugiati nei centri di detenzione in Libia, con Amnesty International che aveva accusato i governi europei di essere complici dei torturatori libici.

Video editor • Cinzia Rizzi

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

Sopravvissuti tratti in salvo da SOS Méditerranée festeggiano il Capodanno con un pasto caldo

Migranti, dispersa imbarcazione al largo della Libia: si temono 116 morti

Chi faceva parte della delegazione militare libica sul jet precipitato ad Ankara