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Margrethe Vestager: "Dovere multare i giganti del web. La democrazia non sono i social"

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Margrethe Vestager: "Dovere multare i giganti del web. La democrazia non sono i social"

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Viene descritta come la donna più potente di Bruxelles. Il suo ruolo vigilare sui giganti della tecnologia della Silicon Valley. Lei è la politica danese Margrethe Vestager, la Commissaria europea per la concorrenza.

49 anni, la Vestager ricopre un ruolo importante, forse il più importante, all’interno dell’esecutivo europeo. Garantisce che, nel mercato comune europeo, la libera e leale concorrenza sia preservata contro abusi di posizione dominante, formazione di cartelli, monopoli o i famosi “aiuti di Stato”: vantaggi concessi alle imprese da governi di Stati membri, ad esempio attraverso esenzioni fiscali selettive. Una pratica vietata dai trattati europei.

Efi Koutsokosta, euronews: “Cosa è cambiato da quando ha ordinato ad Amazon o Apple di rimborsare enormi somme di denaro per tasse non versate in Irlanda e in Lussemburgo? Ha visto qualche cambiamento nelle loro politiche fiscali?”

Margrethe Vestager, Commissario europeo per la concorrenza: “Non penso che il cambiamento si possa vedere così velocemente. Certamente si stanno facendo ottimi progressi nella riscossione delle tasse non versate da Amazon, a proposito degli irlandesi abbiamo dovuto chiedere alla Corte Europea di indagare su questo, gli irlandesi dovrebbero riscuotere anche le tasse non pagate, un fatto che interessa anche nei Paesi Bassi, in Belgio, Lussemburgo, e penso che sia un ottima cosa.”

euronews: “Se guardiamo ai recenti scandali, come quello dei Paradise Papers, non è, forse, questa la prova che l’UE è impotente nei confronti di pratiche utilizzate dalle multinazionali e anche da alcuni stati membri per l’evasione fiscale?”

Margrethe Vestager: “Il fatto che ci siano delle falle, e sono molte ora, lo scandalo Luxleaks, i Panama Papers e i Paradise Papers, questo dimostra che le cose stanno cambiando, che la verità sta venendo a galla. Segreti trapelati ovunque. Questo ci consente di fare qualcosa al riguardo. Io devo fare il mio lavoro, ma gli stati membri possono cambiare la legislazione e attuarla.”

euronews: “Recentemente, in un’intervista, il primo ministro lussemburghese ha affermato che “è nell’interesse dell’Europa che le aziende paghino più tasse in UE che negli Stati Uniti o in Asia.”

Margrethe Vestager: “Per me è molto semplice. Dove generi i tuoi profitti, dove hai i tuoi clienti e hai il tuo business, devi anche dare un contributo alla società. Perché non puoi fare affari se non ci sono strade, infrastrutture digitali, persone qualificate, clienti, tutti fattori importanti per la società. Naturalmente, devi anche contribuire come qualsiasi altra persona.”

euronews: “A parte questo, sta lavorano su tre accuse importanti contro Google se non sbaglio. Qual è l’ultimo caso?”

Margrethe Vestager: “Con il il primo caso risolto abbiamo ordinato a Google di pagare una multa di 2,4 miliardi di euro. Google ha fatto ricorso contro l’Unione europea. Non abbiamo ancora preso una decisione, stiamo monitorando ma non sappiamo ancora cosa verrà deciso. E poi, naturalmente, continuiamo a indagare sugli altri due casi ovvero su come Google ha utilizzato il sistema operativo Android per rimanere dominante nei motori di ricerca. L’ultimo caso riguarda AdSense, che si occupa di pubblicità perché fondamentalmente Google è questo. Quindi è importante vedere come usano il loro “punto di forza”, consentendo agli altri di essere competitivi e di fare ciò che hanno fatto loro, innovare, essere presenti sul mercato e presentare prodotti ai clienti.”

euronews: “Di recente, molte autorità nazionali hanno avviato indagini su come queste società raccolgono e utilizzano informazioni, cito il Presidente dell’Antitrust italiano, che dice che i big data sono le risorse della nostra economia, ma potrebbero essere anche un problema, soprattutto quando creano un grande potere di mercato che può essere utilizzato per escludere la concorrenza “. Condivide questa posizione?”

Margrethe Vestager: “Pensiamo al denaro come una risorsa, proprio come lo sono i big data. Questo è il nuovo tipo di valuta quando paghiamo, quando usiamo un motore di ricerca o un altro servizio digitale; in pratica rinunciamo ai nostri dati in modo che possano essere venduti ad aziende pubblicitarie. Una fonte di innovazione può diventare una barriera, e si costruiscono grandi quantità di dati, è anche possibile sbararre la concorrenza. Nessun altro può mostrare ciò che ha inventato. Penso sia importante che le cose vengano fatte bene per ottenere aspetti positivi dai big data. Si possono fare ricerche incredibili, trovare cure contro alcuni tumori, fare cose rivoluzionarie. Ma se non si gestisce il lato negativo c‘è il rischio di una reazione opposta. Le persone possono dire “non mi sento sicuro e non voglio essere controllato.”

euronews: “Parlando di politica, ci sono state accuse di interferenze russe nelle elezioni di altri paesi attraverso i social media. Condivide queste paure e cosa si dovrebbe fare?”

Margrethe Vestager: “È una grande monito per tutti noi, una sorta di sveglia, quello che sta succedendo negli Stati Uniti-. Bisognerebbe comportarsi da cittadini critici anche sui social media. E non bisognerebbe credere a tutto ciò che ci viene mostrato. Quando i giornali erano su carta dovevate essere cittadini critici, e dovete continuare ad esserlo anche oggi. Penso che questa storia russa sia una sorta di utile promemoria: non c‘è altra soluzione che pensare a noi stessi.”

euronews: “E poi ci sono notizie non buone per l’Europa, ovviamente non solo per l’Europa, a proposito delle donne. Lei è una tra le pochissime ad avere un ruolo molto importante. Si è mai sentita discriminata durante la sua carriera politica solo perché donna?”

Margrethe Vestager: “Dagli uomini mi vengono fatte domande molto diverse. Mi chiedono di vestiti, di cosa faccio nel mio tempo libero, che tipo di madre sono, ma io sto cercando di cambiare le cose. Essere una donna mi dà l’opportunità di essere al potere in un modo diverso. Perché penso che dobbiamo cambiare il potere. Nel corso dei decenni, le donne hanno dovuto trasformarsi, cercando non di diventare uomini ma di assomigliare un po’ a loro, nel taglio di capelli, parlando con lo stesso tono di voce. La cosa che dobbiamo cambiare è il potere. Dobbiamo dire, sì, sono una donna, e devo essere trattata in modo diverso. Perché questo non è il vecchio gioco di potere, non è il potere degli uomini che vogliamo. Penso che sua estremamente liberatorio anche per gli uomini.”

euronews: Lei è stata la prima donna ministro nel suo paese, in Danimarca. Ci sono sono molti rumors che dicono che alcuni leader, tra cui Emmanuel Macron, vogliono che lei diventi il prossimo presidente della Commissione. E’ vero? Vorrebbe diventare la prima donna Presidente della Commissione europea?”

Margrethe Vestager: “Si anch’io ho sentito queste voci e naturalmente mi ha ricordato che la politica europea è come la politica danese. Ci sono molti rumors. Sì ci penso, lo considero come un complimento il fatto che quella gente pensi che io possa fare qualcosa in futuro. Ma fondamentalmente quello che penso che è ogni giorno devo lavorare.”