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La rabbia della polizia francese


Francia

La rabbia della polizia francese

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Ormai la miccia è accesa. La polizia in Francia resta sul piede di guerra dopo le numerose aggressioni di cui è oggetto da parte di bande residenti nelle periferie. L’ultima lo scorso otto ottobre. Due molotov sono state lanciate contro due auto, in pieno giorno, a Viry-Châtillon, banlieue a sud di Parigi. Due agenti sono rimasti ustionati gravemente. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, scatenando la rabbia.

Polizia francese in piazza contro il governo

Lo scorso giugno una coppia di poliziotti fu freddata a Magnanville. Alla cerimonia ufficiale, alla presenza del presidente Hollande, il ministro degli Interni Bernard Cazeneuve ammise che erano stati presi di mira e assassinati perché l’uomo era un poliziotto. E Jessica Schneider fu uccisa perché era la sua compagna e un ufficiale di una stazione di polizia.

Più fatti meno parole

Un folle gesto che in questi mesi si è ripetuto. Ora gli agenti chiedono protezione, nuove armi, auto blindate e soprattutto maggior rigore e severità da parte della magistratura nei confronti di chi viola la legge. “Sappiamo quello che vogliamo, vogliamo più mezzi. Vogliamo l’attrezzatura giusta, vogliamo poter svolgere il nostro lavoro bene e missioni appropriate. Non vogliamo solo supporto e apprezzamenti. Ma azioni, fatti,” racconta un agente.

Meno soldi e uomini per la polizia francese rispetto ai colleghi europei

Rispetto ai colleghi europei, secondo i dati Eurostat, in Francia ci sono meno agenti rispetto a Spagna, Belgio e Italia che invece è seconda in classifica per numero di agenti presenti sul territorio. Anche in termini di budget annuo previsto per il corpo di polizia non va meglio, se paragonato alla spesa prevista in Gran Bretagna o Germania. Senza contare che il Paese nel 2014 ha avuto una frequenza di episodi criminali maggiore rispetto agli altri paesi.

Nelle scorse settimane gli agenti di polizia sono scesi in piazza in tutto il Paese, cosa che non era mai accaduto prima d’ora, per manifestare contro il governo che intanto fa appello alla calma. Il ministro dell’Interno, in un intervento al Senato ha detto di comprenderne l’esasperazione di questi uomini; ma dar vita a un corteo di autopattuglie non è conforme alla deontologia della polizia. Il tutto in una Francia che tra sei mesi voterà per eleggere il nuovo Presidente.

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