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La rabbia dei poliziotti francesi: perché manifestano?


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La rabbia dei poliziotti francesi: perché manifestano?

A Parigi contro le condizioni di lavoro circa 500 poliziotti hanno protestato ieri sera “a sorpresa” sugli Champs-Elysées, in una manifestazione spontanea, non autorizzata. “Basta promesse”, dicono gli agenti che chiedono il rispetto delle leggi e la salvaguardia della sicurezza.

Un centinaio di poliziotti si erano già radunati davanti all’Ospedale Saint-Louis, nel decino Arrondissement, dove è ricoverato in fin di vita l’appuntato ferito nell’attacco con bottiglie molotov che si è verificato l’8 ottobre scorso nel quartiere di Grande Borne a Viry-Châtillon, alle porte della capitale francese, nel dipartimento dell’Essonne.

L’incidente grave di Viry-Châtillon è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, già martedì 11 ottobre davanti ai commissariati di tutta la Francia si erano riuniti centinaia di agenti per reclamare più sicurezza sul luogo di lavoro e un pugno più duro della politica contro la criminalità.

Gli agenti denunciano condizioni di lavoro troppo pesanti, straordinari pesanti e ferie soppresse, oltre alla ormai nota mancanza di strumenti adeguati: dai giubbotti anti-proiettili alle automobili di servizio complementari.

Il ministro dell’Interno francese Bernard Cazeneuve ha convocato una riunione questo pomeriggio con le organizzazioni sindacali di categoria (Alliance, Unsa-Police e Synergie) che avevano richiesto con urgenza un confronto con le autorità.

Il primo ministro Manuel Valls era stato categorico: “lo Stato non darà tregua a chi aggredisce i nostri insegnanti e le forze dell’ordine”.

Gli agenti chiedono “solo” di poter fare il proprio lavoro, con gli strumenti e le tutele necessari. Quale sarà, e ci sarà, una risposta della politica?

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