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Turchia: Usa appoggiano presidente Erdogan, nonostante le purghe

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Turchia: Usa appoggiano presidente Erdogan, nonostante le purghe

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Washington sostiene il presidente turco Recep Tayip Erdogan, ma nessuna critica alle purghe attuate da Ankara in queste settimane.

Durante la sua visita in corso in Turchia, il capo di Stato maggiore statunitense, il generale Joseph Dunford ha condannato nei termini più forti il recente tentativo di colpo di Stato. All’incontro con Dunford c’era il suo omologo turco, il generale Hulusi Akar, e il premier, Binali Yildirim. Nell’incontro è stata riaffermata la partnership per la sicurezza tra Washington e Ankara.

Washington ha cercato di smussare le distanze con la Turchia dopo le reciproche accuse. Nonostante la visita però c‘è stata una protesta nei pressi dell’ambasciata Usa, con slogan come “Dunford vattene, mandaci Fethullah”, rivolto a Fetullah Gulen, l’imam e magnate accusato da Ankara del fallito golpe e residente da anni negli Stati Uniti.

“Dunford è qui per dividerci e trasformare la Turchia in un satellite degli Usa” afferma un manifestante. Sapete che c‘è stato un tentato golpe il 15 luglio, sostenuto dagli Usa e da Gülen, uno degli architetti di questo atto. Per questo non vogliamo il generale Dunford”.

Questo mentre continuano gli arresti a raffica contro persone considerate coinvolte nel golpe. Oltre 18.000 finora in tutto il Paese le persone arrestate. Quasi 10.000 quelle incriminate, senza contare il giro di vite contro corpo insegnante e magistratura. Erdogan promette che non è finita qui.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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