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Turchia e Germania ai ferri corti, Berlino minimizza

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Turchia e Germania ai ferri corti, Berlino minimizza

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La Germania minimizza, ma la Turchia mostra irritazione. Il nuovo episodio di tensione nelle relazioni tra i due Paesi è la convocazione, da parte di Ankara, dell’incaricato d’affari di Berlino. Le autorità turche protestano per il divieto con cui la Corte costituzionale tedesca ha impedito la diffusione di un messaggio video di Erdogan alla
manifestazione di suoi sostenitori a Colonia.

“In passato abbiamo avuto periodi difficili e fasi in cui le cose andavano estremamente bene”, commenta il portavoce del ministero degli esteri tedesco, Martin Schaefer. “Ora siamo in un momento travagliato.”

Se per il governo tedesco le difficoltà possono essere passeggere, ad Ankara il nervosismo aumenta.

Il vicepremier turco Numan Kurtulmus afferma: “Come fanno i responsabili tedeschi, che parlano di libertà di espressione, ad impedire al nostro presidente di partecipare a un raduno autorizzato in teleconferenza? Questo significa impedire il diritto alla libertà di espressione, quindi questa decisione non ha senso.”

La comunità turca in Germania conta 3 milioni di persone.
Decine di migliaia hanno manifestato domenica a sostegno di Erdogan.
La giustizia tedesca temeva che il messaggio video del presidente turco avrebbe potuto escerbare gli animi.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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