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Bruxelles, i testimoni all'aeroporto: "Esplosioni, poi il panico"

Fuori dall’aeroporto di Zaventem molti viaggiatori rimasti illesi si allontanano costeggiando la strada. I testimoni parlano di una prima esplosione

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Bruxelles, i testimoni all'aeroporto: "Esplosioni, poi il panico"

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Fuori dall’aeroporto di Zaventem molti viaggiatori rimasti illesi si allontanano costeggiando la strada. I testimoni parlano di una prima esplosione vicino alla filiale della banca Belfius, nella parte sinistra della sala delle partenze. La seconda, invece, al centro, vicino ad un bar Starbucks.

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La prima esplosione è stata proprio sopra le nostre teste: abbiamo visto il muro creparsi, sono cadute delle macerie. La seconda è stata molto più forte, 15 secondi dopo

“Ci sono state tre esplosioni”, racconta una donna. “La prima proprio sopra le nostre teste: abbiamo visto il muro creparsi, sono cadute delle macerie. La seconda è stata molto più forte, 15 secondi dopo. Siamo corsi verso l’uscita ed è là che abbiamo sentito la terza. I vetri sono andati in frantumi. Abbiamo visto uscire un fumo nero, dietro c’erano dei bambini. Gli assistenti di volo erano feriti, la gente usciva, c’era una donna davanti a me gravemente ferita”.

Molte vittime avevano le gambe completamente lacerate, il che lascerebbe supporre che una delle deflagrazioni sia partita da una valigia a terra.

“Stavo aprendo la porta dell’autobus quando ho sentito un’esplosione enorme!”, dice un ragazzo spagnolo. “Quando sono sceso, ho visto vetri dappertutto e la gente scappare via correndo. In quel momento non capivo cosa stesse accadendo. All’inizio hanno detto che era un’esplosione di gas. Dopo, però, ho visto i militari precipitarsi dentro l’aeroporto. Tutti si sono messi a correre e io ho fatto lo stesso, ho cominciato a correre”, conclude.

Dopo le esplosioni i passeggeri che avevano già passato la barriera di sicurezza hanno cercato rifugio all’interno dei negozi.

“Quasi tre ore dopo la prima esplosione all’aeroporto continuano ad arrivare auto della polizia e ambulanze”, spiega il nostro inviato Julián López Gómez. “La struttura rimane circondata da un cordone di sicurezza che dista due chilometri dal terminal, dal quale continuano a emergere passeggeri in stato di shock”, aggiunge.