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Greenpeace: la Cop21 ha solo il 50% di possibilità di riuscita

Un’occasione unica, da non sprecare, per cambiare il destino del pianeta Terra. Così gli ambientalisti definiscono la Cop21, la conferenza mondiale

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Greenpeace: la Cop21 ha solo il 50% di possibilità di riuscita

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Un’occasione unica, da non sprecare, per cambiare il destino del pianeta Terra. Così gli ambientalisti definiscono la Cop21, la conferenza mondiale che apre i lavori questo lunedì.

A Parigi il nostro inviato Michele Carlino ha intervistato Martin Kaiser, direttore delle politiche internazionali sul clima di Greenpeace: “È davvero notevole che più di 180 Stati abbiano sviluppato dei piani di azione per il clima. Non era mai successo prima. Il cambiamento climatico è diventato una realtà in molti Paesi quindi le persone, i cittadini si aspettano che i governi agiscano contro i cambiamenti climatici. La ragione per cui si va ancora troppo lentamente è che l’industria dei combustibili fossili sta tutt’ora impedendo politiche progressiste”.

Fondamentali potrebbero rivelarsi le posizioni dei Paesi ancora in via di sviluppo, di quelle dei produttori di petrolio.

“Sarà molto importante – aggiunge Martin Kaiser – ascoltare il premier indiano Modi e il re dell’Arabia Saudita per capire se sono pronti per una trasformazione del settore energetico nei loro Paesi. Perché questi Stati sono piuttosto dipendenti sia dal carbone che dal petrolio e sono loro a doversi lasciare alle spalle i combustibili fossili e rivolgersi alle energie rinnovabili. Non sono certo che questa conferenza saprà davvero dare un segnale forte, necessario perché il settore privato segua questa strada. Credo ci sia il 50% di possibilità che qui a Parigi si ottenga un buon risultato”.

Le energie rinnovabili hanno comunque già cominciato a scalzare i combustibili del passato. I negoziati di Parigi potrebbero essere l’opportunità per accelerare questa transizione.