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Incidente ferroviario in Spagna: la difficile attesa delle famiglie delle vittime dopo

I familiari dei passeggeri che viaggiavano sui treni coinvolti in una collisione a Urda, in Spagna, il 28 ottobre 2026.
Familiari dei passeggeri che viaggiavano sui treni coinvolti in una collisione a Urda, in Spagna, il 28 ottobre 2026. -  Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Rafael Salido
Pubblicato il
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Le squadre di soccorso continuano le operazioni di salvataggio nella notte dopo lo scontro tra due treni a Toledo: almeno 68 morti e 179 feriti. La Croce Rossa offre supporto psicologico ai familiari in attesa di un'identificazione e di notizie dei loro cari

I servizi di emergenza proseguono le operazioni di ricerca di possibili vittime tra le carrozze dei treni che si sono scontrati mercoledì vicino a Urda, nella Spagna centrale.

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L'Unità Militare di Emergenza (UME) lavora per localizzare ed evacuare le persone coinvolte, la Croce Rossa è accanto invece ai familiari che aspettano notizie dei propri cari.

"La cosa fondamentale, in questo caso, è offrire a ogni persona un momento di aiuto, un momento di espressione, di sostegno, di affetto, un momento in cui la persona si senta accompagnata", spiega Jesús Rodríguez, coordinatore regionale della Croce Rossa di Castilla-La Mancha, dalla scuola pubblica San Cristo di Urda, dove mercoledì si sono riuniti i familiari delle vittime dell'incidente in attesa di notizie sui loro cari.

L'incidente ferroviario, avvenuto alle 8:54 vicino alla stazione di Urda, nella provincia di Toledo, ha causato almeno 68 morti e 179 feriti, 18 dei quali molto gravi, secondo il governo di Castilla-La Mancha. Più di 500 persone viaggiavano sui due treni ad alta velocità coinvolti, un AVE di Renfe e un convoglio di Iryo che circolavano sulla linea fra Madrid e l'Andalusia.

La Guardia Civil ha schierato centinaia di agenti di diverse specialità, compresi team di criminalistica specializzati nelle grandi catastrofi, il cui lavoro è fondamentale per identificare le vittime.

In dichiarazioni a 'Euronews', il portavoce del corpo, Ramón Cuevas, chiede ai familiari i persone che viaggiava sui treni e che mancano all'appello di presentare una denuncia di scomparsa.

"La priorità maggiore in questo tipo di catastrofi è la localizzazione delle vittime. Una volta che le abbiamo localizzate, il passo successivo, e prima lo facciamo meglio è per tutti, è l'identificazione", spiega Cuevas dal centro di comando.

La Croce Rossa ha mobilitato circa 150 persone provenienti da diverse province di Castilla-La Mancha per assistere i colpiti. Rodríguez, il coordinatore regionale dell'organizzazione, spiega che in mattinata le squadre hanno aiutato i viaggiatori a rientrare nei loro luoghi di origine o a mettersi in contatto con familiari che potessero venirli a prendere.

Nel pomeriggio, l'intervento si è concentrato soprattutto sull'accompagnamento emotivo e sul sostegno ai parenti delle vittime.

La scuola allestita come centro di assistenza per i familiari ha accolto nel corso della giornata numerose persone che aspettavano informazioni sui propri cari. Rodríguez ammette di non aver potuto conteggiare il numero totale di familiari assistiti, anche se ricorda che, verso metà mattina, i suoi colleghi parlavano già di fra 150 e 200 persone.

La difficoltà nel conoscere la situazione di ogni passeggero ha aggravato l'incertezza durante l'attesa.

"Il problema che hanno è che non è facile fornire loro informazioni esatte sulle loro persone care", sottolinea il coordinatore della Croce Rossa. "È la parte più complessa di questo momento di attesa e di angoscia", aggiunge, riferendosi al tempo che passa prima di confermare dove si trovano i viaggiatori.

Il tenente colonnello Alfonso Arribas, capo del Primo Battaglione di Intervento in Emergenza, spiega che l'Unità Militare di Emergenza (UME) è stata dispiegata nella zona per collaborare all'evacuazione e alla stabilizzazione dei feriti, oltre che alle attività di triage. Inoltre l'unità offre supporto all'Istituto di Medicina Legale per il deposito temporaneo dei cadaveri e per le autopsie.

"Inoltre sono state inviate gru di grande portata per poter sollevare i vagoni e confermare definitivamente l'eventuale presenza di persone decedute sotto questi convogli", precisa Arribas.

Sostegno alle famiglie delle vittime

Le squadre di assistenza cercano di adattarsi alle diverse reazioni dei familiari, che possono provare ansia, shock o rimanere paralizzati di fronte all'incertezza.

"La cosa fondamentale, in questo caso, è offrire a ogni persona un momento di aiuto, un momento di espressione, di sostegno, di affetto, un momento in cui la persona si senta accompagnata", spiega Rodríguez. "A volte parlare, a volte non parlare, a volte è semplicemente il silenzio. A volte è offrire un caffè o restare accanto alla persona in quel momento".

Il responsabile della Croce Rossa sottolinea anche il sollievo che danno le notizie positive sulle persone ritrovate vive, pur insistendo sul fatto che ogni familiare affronta la situazione in modo diverso. L'organizzazione resta a disposizione delle autorità per continuare l'assistenza ovunque sia necessario, mentre si decide come evolverà l'operazione nelle prossime ore.

La Croce Rossa non è l'unica a impegnarsi a fondo con i familiari delle persone coinvolte nell'incidente. "Dal nostro arrivo abbiamo messo a disposizione le nostre capacità per la cura dei feriti e il loro trasferimento negli ospedali. Allo stesso tempo siamo intervenuti nella ricerca e nell'evacuazione delle vittime che rimanevano nella zona", racconta il capitano Clemente Cidoncha, capo della Compagnia del Genio del Primo Battaglione di Intervento dell'UME.

Dalla ricerca all'identificazione

Da parte sua, Cuevas ricorda che la collaborazione dei familiari è essenziale per accelerare l'identificazione delle vittime. Nei punti allestiti a Madrid, Toledo, Siviglia e Cordova si raccolgono denunce e campioni di DNA, oltre a informazioni su eventuali tatuaggi, cicatrici, interventi chirurgici o altre caratteristiche fisiche che possano aiutare gli specialisti.

Il portavoce della Guardia Civil chiede inoltre che l'aiuto dei cittadini sia canalizzato attraverso le vie ufficiali e che non ci si rechi sul luogo dell'incidente. "Le vie di evacuazione in questa zona devono restare libere", avverte.

Mentre i mezzi pesanti lavorano tra i resti dei convogli e le squadre di emergenza proseguono la ricerca di possibili vittime, l'assistenza alle famiglie continua a essere una delle priorità del dispositivo dispiegato a Urda.

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