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Serbia, Vučić si dimette da presidente e punta a tornare premier: si vota il 25 ottobre

Decisione rischiosa
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Di Ferenc Szekely
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Il presidente serbo avrebbe potuto restare in carica fino a maggio 2027. Ora la decisione gli apre la strada per tornare primo ministro dopo le elezioni parlamentari del 25 ottobre

Il presidente serbo Aleksandar Vučić domenica sera ha firmato e presentato le sue dimissioni domenica. Il leader avrebbe potuto restare in carica fino al maggio 2027.

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Questo passo apre per Vučić la strada per tornare a essere primo ministro dopo le elezioni parlamentari del 25 ottobre, se il Partito progressista serbo e i suoi alleati riusciranno a formare una maggioranza di governo. Vučić ha già ricoperto questo incarico dal 2014 al 2017, prima di diventare presidente.

Alle elezioni parlamentari anticipate del 25 ottobre il leader guiderà la lista del campo di governo. Le sue dimissioni rendono necessario anche lo svolgimento di un'elezione presidenziale entro la fine di dicembre.

Il presidente aveva precedentemente dichiarato che si sarebbe candidato come indipendente alla carica di primo ministro e che, nel frattempo, la presidente del Parlamento Ana Brnabić avrebbe assunto temporaneamente le funzioni di capo dello Stato.

Prima della firma definitiva delle dimissioni, i sostenitori del presidente si sono radunati davanti al palazzo presidenziale di Belgrado. Vučić ha detto loro che quella sarebbe stata la sua ultima notte nell'edificio. Ha annunciato che lunedì mattina trasferirà le funzioni presidenziali.

Brnabić eserciterà la carica in via provvisoria fino all'elezione del nuovo presidente; il voto dovrà tenersi entro tre mesi dalla rinuncia. Secondo Vučić, il primo turno si svolgerà entro la fine di dicembre.

Vučić non può candidarsi per un terzo mandato presidenziale

Il cambio di incarico ha un chiaro significato politico. Vučić ha già svolto parzialmente due mandati presidenziali e non può candidarsi per un terzo.

La carica di primo ministro, invece, potrebbe permettergli di mantenere il potere. In Serbia i poteri costituzionali del presidente sono limitati, ma Vučić è rimasto il leader di riferimento del campo di governo anche da capo dello Stato. Da premier il suo ruolo politico effettivo tornerebbe a coincidere con la funzione istituzionale.

Per riuscirci deve però vincere le elezioni, nelle quali il principale sfidante dell'alleanza di governo è il movimento "Gli studenti vincono", nato dalle proteste anticorruzione. Correrà separatamente anche l'alleanza di opposizione a orientamento occidentale "European Serbia". In vista delle presidenziali che seguiranno il voto parlamentare, i principali schieramenti non hanno ancora indicato i loro candidati.

Domenica Vučić ha inoltre annunciato di aver concesso la grazia o l'amnistia a 49 persone coinvolte in procedimenti legati alle proteste. Tra loro ci sono 12 attivisti e 11 sostenitori del suo stesso schieramento. La decisione, tuttavia, non risolve di per sé il conflitto che è diventato centrale nella politica serba dopo il disastro ferroviario del 2024 in cui morirono 16 persone.

Gli elettori accetteranno che il Paese continui a essere guidato da Vučić, ma da un'altra poltrona?

Una decisione non priva di rischi

Il ritorno di Vučić alla guida del governo è tutt'altro che scontato.

Un sondaggio dell'istituto Faktor Plus, realizzato tra il 16 e il 20 settembre, attribuisce il 48,6 per cento alla lista da lui guidata, contro il 37,1 per cento del movimento degli studenti. Una ricerca della CRTA condotta a giugno su un campione più ampio mostrava invece, tra gli elettori che avevano già scelto un partito, un sostegno del 44,9 per cento alla lista degli studenti e del 35,7 per cento al Partito Progressista Serbo.

I due rilevamenti sono stati effettuati in periodi diversi e con metodologie differenti e, presi insieme, suggeriscono soprattutto una cosa: l'esito della formazione del prossimo governo è al momento difficile da prevedere.

Uno dei nodi decisivi della contesa sarà capire se il movimento degli studenti riuscirà a trasformare il sostegno raccolto nelle piazze in voti, e quali alleanze parlamentari potranno nascere dopo il risultato.

Anche le condizioni della competizione sono oggetto di contestazione: secondo le osservazioni sul processo elettorale, nella settimana di metà settembre, sulle quattro principali televisioni nazionali analizzate Vučić ha ricevuto il 46 per cento del tempo televisivo dedicato agli esponenti politici, mentre il 91 per cento del tempo dedicato alla lista degli studenti ha avuto un tono negativo.

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