Martedì i vigili del fuoco hanno avviato la fase decisiva per circondare l’incendio, nonostante vento e pioggia ostacolassero gli interventi aerei sulla zona
Nel corso della notte i vigili del fuoco sono riusciti a circoscrivere completamente il più vasto incendio boschivo che il Belgio abbia registrato nell’ultimo secolo. La situazione sul terreno, però, "resta complessa": nella notte si sono riattivati diversi focolai, hanno reso noto mercoledì le autorità.
Il portavoce dell’unità di crisi, Tony Hosmans, ha spiegato che il rogo che devasta la riserva naturale delle Alte Fagne è stato "circondato" e non si sta spostando verso la Germania, con l’obiettivo di metterlo sotto controllo, "se possibile con il supporto aereo".
I vigili del fuoco hanno lanciato l’offensiva decisiva per circondare l’incendio martedì, nonostante vento e pioggia ostacolassero le operazioni di supporto aereo sulla zona.
Nel fine settimana il rogo, che sta bruciando una vasta distesa di torbiere, pinete e sentieri escursionistici, si è esteso fino a raggiungere un’area pari a metà dell’isola di Manhattan. Centinaia di vigili del fuoco lavorano giorno e notte per riuscire a domarlo.
"Stiamo cercando di circondare definitivamente l’incendio oggi", ha dichiarato martedì all’agenzia Afp il portavoce del governo regionale, Nicolas Yernaux.
Ha confermato che nelle zone in cui i vigili del fuoco hanno potuto intervenire l’incendio è "sotto controllo e contenuto".
Resta però preoccupante un fronte difficile da raggiungere verso il confine con la Germania. Alcuni residenti della città di confine di Monschau sono già sotto ordine di evacuazione a causa del fumo.
I vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la notte per creare un collegamento decisivo tra i fronti est e nord, in condizioni di accesso molto difficili.
"Parliamo di uno o due chilometri e siamo sul punto di riuscirci", ha detto Yernaux all’Afp, nonostante "venti sostenuti" che soffiano verso il confine tedesco.
In zona sono stati dispiegati aerei antincendio provenienti da diversi Paesi. Gli ultimi ad arrivare, lunedì notte, sono stati due elicotteri norvegesi, ma i velivoli sono stati costretti più volte a restare a terra per le nubi basse e la pioggia. Operano anche mezzi provenienti da Germania, Svezia e Paesi Bassi.
Una vasta area è stata coperta da una densa nube di fumo giallastro. Le esalazioni sono state rilevate fin nell’est della Francia, dove le autorità hanno diramato un’allerta per l’inquinamento dell’aria.
Il fumo ha reso necessaria l’evacuazione di un villaggio belga e di due frazioni di un secondo comune. I residenti della frazione di Sourbrodt hanno ricevuto il via libera a rientrare nelle loro case nella notte di lunedì.
Terreno difficile
L’Europa è stata colpita per settimane da incendi devastanti, alimentati dalla siccità e da un’estate di caldo record. Anche Francia, Grecia, Portogallo e Spagna stanno fronteggiando roghi di grandi dimensioni.
La scorsa settimana in alcune zone del Paese le temperature hanno raggiunto i 37 gradi, creando condizioni favorevoli allo sviluppo di incendi.
Il rogo delle Alte Fagne è scoppiato in un’area già devastata da enormi incendi nel 1911, durante un periodo di ondate di calore simile all’attuale.
Da allora è il più grande incendio boschivo del Paese.
Durante una visita sul posto con il re Filippo, lunedì, il ministro dell’Interno belga Bernard Quintin ha dichiarato ai media che potrebbero essere necessarie "diverse settimane" per continuare a bagnare a fondo l’area e prevenire nuove riaccensioni, anche dopo che il rogo sarà stato messo sotto controllo.
Le operazioni sul posto sono rese molto più difficili dalla natura del terreno, un mosaico di brughiere, torbiere e passerelle di legno rialzate, dove i mezzi pesanti rischiano di sprofondare e i vigili del fuoco faticano ad avvicinarsi al fronte delle fiamme.