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Il direttore esecutivo di Frontex a Euronews: protezione delle frontiere e diritti umani non sono in conflitto

Hans Leijtens e Agata Todorow nel programma "12 minut"
Hans Leijtens e Agata Todorow nel programma "12 minuti" Diritti d'autore  Fot. Paweł Głogowski/Euronews
Diritti d'autore Fot. Paweł Głogowski/Euronews
Di Agata Todorow
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In un'intervista a Euronews il direttore esecutivo di Frontex Hans Leijtens afferma che sicurezza delle frontiere e rispetto dei diritti fondamentali devono coesistere. Quali sono i confini più insicuri e quali le sfide dell'uso delle nuove tecnologie per il controllo delle frontiere

Hans Leijtens è un generale di corpo d'armata olandese e dal 1º marzo 2023 ricopre l'incarico di direttore esecutivo di Frontex, l'agenzia dell'Unione europea responsabile della protezione delle frontiere esterne.

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In precedenza ha prestato servizio per molti anni nella Reale gendarmeria olandese, di cui è stato comandante, e ha fatto parte del consiglio di amministrazione di Frontex.

Nel suo lavoro sottolinea l'importanza della cooperazione, della trasparenza delle operazioni e del rispetto del diritto e dei diritti fondamentali.

Come Frontex vuole ricostruire la fiducia dopo anni di critiche

Da quando ha assunto la carica di direttore esecutivo, Hans Leijtens ha preso in mano la guida di un'agenzia sotto forte pressione.

Per diversi anni Frontexè stata oggetto di accuse di controllo insufficiente sul rispetto dei diritti umani durante le operazioni alle frontiere.

Leijtens non valuta i cambiamenti solo in base alla propria opinione. Sottolinea che la cosa più importante è come l'operato dell'agenzia viene percepito dagli Stati membri e dalle istituzioni europee.

Come evidenzia il capo di Frontex, negli ultimi anni è stata introdotta una serie di riforme per aumentare la trasparenza delle attività e ricostruire la fiducia nell'agenzia.

"Il problema principale era la mancanza di fiducia nel fatto che agissimo in modo corretto. È un equilibrio delicato: è facile perderlo e bisogna prendersene cura costantemente", afferma Leijtens.

Oggi Frontex non svolge più soltanto un ruolo di coordinamento. Dopo le modifiche della normativa dell'UE nel 2019, l'agenzia è diventata un corpo operativo.

I suoi agenti affiancano direttamente le guardie di frontiera degli Stati membri alle frontiere, utilizzando mezzi propri e le competenze previste dal diritto dell'UE e dalle leggi nazionali.

Allo stesso tempo Leijtens sottolinea che lo scambio di informazioni con gli altri servizi avviene entro un quadro giuridico rigorosamente definito ed è soggetto a controlli sulla protezione dei dati.

Hans Leijtens e Agata Todorow nel programma
Hans Leijtens e Agata Todorow nel programma Fot. Paweł Głogowski/Euronews

Quali sono le rotte migratorie per l'UE più pericolose

Sebbene secondo i dati di Frontex il numero di attraversamenti irregolari delle frontiere dell'UE sia in calo per il terzo anno consecutivo, il direttore dell'agenzia mette in guardia dal trarre conclusioni troppo ottimistiche.

Indica che al momento le sfide maggiori sono due rotte migratorie:

- dalla Libia verso l'isola greca di Creta

- dall'Algeria verso le Baleari spagnole

Entrambe rientrano tra i percorsi più pericolosi per raggiungere l'Europa.

"Non si tratta solo di numeri, ma anche del rischio stesso del viaggio. L'attraversamento della parte centrale del Mar Mediterraneo resta di gran lunga il più pericoloso".

Leijtens ricorda che solo quest'anno, durante i tentativi di attraversamento del Mediterraneo, sono già morte più di mille persone.

Un secondo ambito di particolare preoccupazione è il confine dell'Unione europea con la Bielorussia.

Il direttore esecutivo di Frontex definisce la situazione eccezionale, perché, a suo avviso, la migrazione è stata utilizzata come strumento di pressione politica.

"Sappiamo che dall'altra parte del confine tutto è sotto il pieno controllo delle autorità locali. Nulla accade per caso".

Hans Leijtens ha visitato due volte il confine tra Polonia e Bielorussia. Ricorda che durante le visite era accompagnato dal comandante della Guardia di frontiera polacca e di essere rimasto colpito dal modo di operare degli agenti polacchi.

Allo stesso tempo sottolinea che l'entità della presenza di Frontex dipende dalle decisioni dello Stato membro.

"Siamo a disposizione, ma è la Polonia a definire le proprie esigenze".

Hans Leijtens nel programma
Hans Leijtens nel programma Paweł Głogowski/ Euronews

Qual è l'impatto delle nuove tecnologie sul controllo delle frontiere

"Le nuove tecnologie cambieranno la gestione delle frontiere, ma non sostituiranno l'uomo".

Frontex utilizza già oggi droni, sistemi analitici avanzati e tecnologie a supporto della sorveglianza e della gestione delle frontiere.

Sempre più spesso ci si chiede anche quale debba essere il ruolo dell'intelligenza artificiale in questo processo.

Hans Leijtens non ha dubbi che l**'automazione non eliminerà il ruolo dei funzionari**.

A suo avviso il futuro passa per l'integrazione tra persone, tecnologie e informazioni di intelligence.

L'intelligenza artificiale può rendere più efficiente l'analisi dei dati e l'identificazione delle minacce, ma, sottolinea, l'introduzione di queste soluzioni deve avvenire con grande cautela.

"Alla fine deve essere l'uomo a controllare l'intelligenza artificiale".

Il direttore esecutivo di Frontex ritiene inoltre che le tecnologie più moderne debbano soprattutto semplificare la vita dei viaggiatori in regola, permettendo agli agenti di concentrarsi sulle persone che rappresentano una minaccia.

Perché Frontex si prepara alla fine della guerra in Ucraina

Parallelamente l'agenzia si prepara a nuove sfide legate alla guerra in Ucraina.

Frontex sostiene i Paesi che confinano con l'Ucraina, compresa la Moldavia, e sviluppa la cooperazione con i servizi ucraini.

Secondo Leijtens, sarà importante quanto la situazione attuale anche il momento in cui la guerra finirà e si dovrà ricostruire la sicurezza alle frontiere, quando aumenterà il rischio di criminalità transfrontaliera.

Riguardo alle difficoltà nell'attuazione del sistema europeo di ingressi/uscite (EES), il capo di Frontex sottolinea che l'agenzia non è responsabile del suo funzionamento, ma resta pronta ad assistere gli Stati membri ovunque emergano difficoltà.

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