La tariffa aumentata si applicherebbe solo alle crociere che fanno scalo in porto e restano ormeggiate per meno di 12 ore.
I politici a Barcellona sono favorevoli ad aumentare la tassa turistica per i passeggeri delle crociere, nel tentativo di frenare il sovraffollamento turistico.
La proposta è stata concordata dai partiti presenti nel Consiglio comunale di Barcellona, ma il Parlamento della Catalogna deve ancora approvarla perché la modifica diventi legge.
Se verrà approvata, la tariffa verrebbe quasi triplicata, fino a 30 euro al giorno. Attualmente i passeggeri delle crociere pagano 11 euro se trascorrono meno di 12 ore in città, somma che comprende un sovrapprezzo comunale di 5 euro e un prelievo regionale di 6 euro.
L’aumento della tassa sui passeggeri dovrebbe scoraggiare il turismo crocieristico mordi e fuggi
L’aumento si applicherebbe solo alle crociere che fanno scalo e restano ormeggiate per meno di 12 ore, poiché secondo i critici portano pochi benefici all’economia locale rispetto ai disagi che provocano.
Gli itinerari che iniziano o terminano a Barcellona non sarebbero soggetti all’aumento, perché queste crociere sono ritenute più vantaggiose per l’economia cittadina, ad esempio grazie ai pernottamenti in hotel e ai servizi di trasporto.
Resta però aperto il dibattito sugli obiettivi dell’aumento della tassa. Marc Serra, del partito di sinistra BComú, ha sottolineato che l’operazione non dovrebbe avere come unico scopo quello di aumentare le entrate.
Ha insistito sul fatto che la misura dovrebbe funzionare da deterrente per questo tipo di turismo e inviare un messaggio chiaro sul ruolo che Barcellona vuole assegnare agli arrivi delle crociere, secondo quanto riportato dalla testata locale APD (fonte in inglese).
Altri partiti chiedono invece un tetto rigido al numero di passeggeri delle crociere che arrivano in città ogni anno, ma il Comune sostiene che si tratterebbe di una misura molto più complessa da applicare.
Durante l’alta stagione i passeggeri delle crociere rappresentano il 7,5% dei visitatori giornalieri della città e trascorrono in media 5,7 ore a Barcellona.
“Gli aumenti improvvisi delle tasse raramente producono i risultati sperati”
Il World Travel & Tourism Council (WTTC) ha espresso preoccupazione per la proposta, avvertendo che la misura potrebbe indebolire la competitività della città e avere effetti imprevisti sull’economia locale.
“Pur comprendendo le complesse sfide nella gestione di una destinazione di livello mondiale, la proposta [...] potrebbe mettere Barcellona in una posizione di svantaggio competitivo rispetto ad altri porti del Mediterraneo”, ha dichiarato in una nota Gloria Guevara, presidente e amministratrice delegata del WTTC.
“I dati raccolti dal WTTC in altre destinazioni mostrano che gli aumenti improvvisi delle tasse raramente producono i risultati attesi. Costi aggiuntivi per i visitatori di Barcellona ridurrebbero con ogni probabilità il contributo economico complessivo generato dal settore delle crociere, man mano che i turisti modificano le proprie abitudini di spesa a terra.”
Ha aggiunto che Barcellona è uno dei principali porti di imbarco per le crociere al mondo: accoglie ogni anno circa 4 milioni di passeggeri e genera una spesa media sul territorio di circa 255 euro per ogni passeggero che inizia o termina qui la crociera, tra le più elevate a livello globale.
“L’impatto più ampio di misure di questo tipo potrebbe essere particolarmente significativo, non solo in termini di domanda turistica ma anche per quanto riguarda il gettito fiscale che sostiene le economie locali e regionali. Il solo settore delle crociere ha versato nel 2024 11,9 milioni di euro di tasse al Comune di Barcellona”, ha sottolineato.