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Nove Paesi europei chiedono all'Ue di alleggerire i controlli alle frontiere EES

Anche aeroporti e compagnie aeree si sono unite al coro di critiche, avvertendo ancora una volta dei disagi causati dall’Entry/Exit System (EES).
Anche aeroporti e compagnie aeree si sono unite al coro di critiche, avvertendo ancora sui disagi causati dal sistema Entry/Exit (EES). Diritti d'autore  Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved
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Di Rebecca Ann Hughes
Pubblicato il
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Anche aeroporti e compagnie aeree si sono unite al coro delle critiche, avvertendo ancora una volta dei disagi provocati dal sistema Entry/Exit (EES).

Nove Paesi europei hanno chiesto all’UE di prorogare l’attuale flessibilità temporanea che consente di sospendere i controlli di frontiera del nuovo sistema Entry/Exit (EES), avvertendo che l’Unione non è pronta a applicare pienamente le nuove procedure.

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In una lettera congiunta, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia, Malta, Paesi Bassi, Portogallo e Svizzera hanno chiesto che le clausole di salvaguardia d’emergenza restino in vigore anche dopo il 6 settembre.

La richiesta arriva mentre l’amministratore delegato dei 14 aeroporti greci chiede una profonda revisione dei controlli biometrici, definiti «spiacevoli e pericolosi», e mentre il numero uno di easyJet giudica le code alla frontiera «del tutto inaccettabili».

«Fonte di seria e legittima preoccupazione»

La lettera dei nove Paesi europei avverte che i primi mesi di piena attuazione del nuovo EES hanno messo in luce «notevoli difficoltà» quando il sistema è sotto pressione, difficoltà che «non devono essere sottovalutate».

Pur ribadendo il loro sostegno ai controlli di frontiera, i ministri chiedono di prorogare la flessibilità oggi prevista.

«La fine prevista del meccanismo di sospensione parziale il 6 settembre è fonte di seria e legittima preoccupazione, condivisa non solo da diversi Stati membri, indipendentemente dal loro livello di preparazione, ma anche dall’intero settore dei trasporti», scrivono i firmatari.

«Riteniamo essenziale che, oltre il 6 settembre, gli Stati membri mantengano questa facoltà».

Il meccanismo consente alle autorità di frontiera, in circostanze eccezionali, di sospendere temporaneamente la raccolta dei dati biometrici dei viaggiatori tramite impronte digitali e scansioni facciali, per ridurre la congestione.

Secondo il sito d’informazione POLITICO, il portavoce della Commissione europea Markus Lammert ha dichiarato che l’«impegno esplicito» dei Paesi verso la piena attuazione dell’EES è stato accolto con favore.

Ha aggiunto che la Commissione resta in «contatto stretto e costruttivo» con i «pochi Stati membri» che incontrano difficoltà in alcuni valichi di frontiera.

«Il sistema va profondamente rivisto»

La lettera arriva mentre aeroporti e compagnie aeree si aggiungono al coro di critiche, denunciando ancora una volta i disagi provocati dal sistema.

L’amministratore delegato di easyJet Kenton Jarvis ha definito le code alla frontiera delle ultime settimane «del tutto inaccettabili».

«Le autorità di frontiera devono sfruttare appieno le flessibilità consentite ora e, se questo non può essere fatto in modo efficace, il sistema deve essere riesaminato e tali margini di flessibilità estesi oltre la scadenza di settembre, per evitare che i nostri clienti continuino a subire disagi», ha aggiunto.

All’inizio del mese aeroporti, compagnie aeree e associazioni del settore dell’aviazione europee hanno inviato una lettera aperta alla Commissione europea, avvertendo che ritardi alla frontiera fino a cinque ore stanno causando pesanti disagi ai passeggeri e problemi per i voli e il turismo.

Alexander Zinell, amministratore delegato di Fraport Greece, che gestisce 14 aeroporti nel Paese, ha denunciato «gravi difetti di fondo» nei controlli di frontiera.

Zinell spiega che gli aeroporti hanno dovuto installare gazebo per proteggere dal sole i passeggeri in coda in attesa di essere registrati, mentre ai viaggiatori più vulnerabili viene dato accesso prioritario ai controlli di sicurezza per garantirne l’incolumità.

«Per i passeggeri è molto spiacevole, e persino pericoloso», ha dichiarato al quotidiano Financial Times in un’intervista.

Ha aggiunto che i meccanismi di sospensione d’emergenza sono l’unico elemento che impedisce al sistema di collassare.

«Si tratta solo di soluzioni temporanee: il sistema deve essere profondamente rivisto», ha affermato. «Serve una nuova versione, un aggiornamento e probabilmente una riconfigurazione, così da permettere alle persone di registrarsi prima di volare, prima di salire sull’aereo, prima di arrivare in aeroporto».

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