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Uscita dei grandi album legata a +15% di morti stradali, secondo uno studio

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Canva Diritti d'autore  Research found a link between album release dates of major artists on streaming platforms and a surge in traffic deaths in the US.
Diritti d'autore Research found a link between album release dates of major artists on streaming platforms and a surge in traffic deaths in the US.
Di Alexandra Leistner
Pubblicato il
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Secondo un nuovo studio statunitense, nei giorni di uscita dei grandi album di artisti come Taylor Swift e Bad Bunny le morti in incidenti stradali sono aumentate del 15%, insieme al boom dello streaming musicale.

Un nuovo studio statunitense suggerisce che le vittime di incidenti stradali aumentano quando lo streaming musicale registra un’impennata. I ricercatori hanno rilevato che il numero di morti per incidenti stradali era superiore del 15,1% nei giorni in cui uscivano grandi album musicali rispetto ai giorni immediatamente precedenti e successivi.

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Secondo gli autori, l’uso dello smartphone per ascoltare musica in streaming potrebbe essere una fonte di distrazione al volante finora sottovalutata. Sottolineano però che lo studio non dimostra che lo streaming musicale abbia causato direttamente questi decessi aggiuntivi.

Lo studio, pubblicato su JAMA Network Open (fonte in inglese), ha esaminato 233.809 decessi in incidenti stradali negli Stati Uniti tra il 2017 e il 2022, utilizzando i dati del Fatality Analysis Reporting System.

Nuovi album di Swift, Drake e Bad Bunny

I ricercatori si sono concentrati sulle date di uscita dei 10 principali album che, nel periodo studiato, hanno generato il maggior numero di riproduzioni in streaming nel primo giorno.

Nel gruppo rientrano alcuni dei dischi più importanti degli ultimi anni, tra cui “Midnights” e “Red (Taylor's Version)” di Taylor Swift, “Certified Lover Boy” di Drake, “Un Verano Sin Ti” di Bad Bunny, “Mr. Morale & the Big Steppers” di Kendrick Lamar e “Harry's House” di Harry Styles.

Gli studiosi hanno poi confrontato il numero di morti per incidenti stradali nei giorni di uscita di questi album con i decessi registrati nei 10 giorni precedenti e nei 10 successivi a ciascuna uscita.

L’approccio ha fornito quella che i ricercatori descrivono come una sorta di esperimento naturale.

Le date di pubblicazione degli album sono decise dall’industria musicale e non dipendono dalle condizioni del traffico o dai rischi sulla strada. Quando esce un album molto atteso, può quindi provocare un aumento improvviso dello streaming, senza essere direttamente legato a fattori come il meteo o le condizioni di guida.

Questo rende possibile chiedersi se nello stesso momento cambi anche qualcos’altro.

Le vittime sulla strada aumentano insieme allo streaming

Nei 10 giorni di uscita degli album, la musica è stata riprodotta in streaming in media 123,3 milioni di volte, contro 86,1 milioni di riproduzioni nei giorni circostanti. Un aumento di circa il 43%.

Le vittime della strada sono cresciute a loro volta. In media sono stati registrati 139,1 decessi nei giorni di uscita, contro 120,9 nei giorni precedenti e successivi. Sono circa 18 morti in più al giorno, pari al 15,1%.

Nel complesso, i ricercatori stimano che nei 10 giorni di uscita si siano verificati circa 182 decessi in incidenti stradali in più rispetto a quelli attesi sulla base dei giorni circostanti.

Non è solo una questione di musica in auto

I risultati non suggeriscono che il semplice fatto di avere la musica accesa in auto sia di per sé pericoloso. Gli autori erano invece interessati alla possibilità che lo smartphone generi un tipo di distrazione diverso.

Ascoltare una playlist abituale richiede poca interazione, ma cercare un album appena uscito è un’altra cosa. Un conducente può sbloccare il telefono, aprire l’app di streaming, cercare un artista, scorrere un album e selezionare un brano.

Ognuna di queste azioni può distogliere l’attenzione dalla strada.

L’aumento delle vittime è risultato più marcato tra i conducenti giovani e di sesso maschile. È stato inoltre più elevato negli incidenti che coinvolgevano una sola persona e nelle auto dotate di sistemi di infotainment.

Questi andamenti potrebbero offrire indizi sul ruolo della distrazione, suggerendo che l’interazione con la tecnologia alla guida, più che il semplice ascolto di musica, possa essere parte del problema.

Mettere alla prova il “fattore venerdì”

La maggior parte delle grandi uscite discografiche avviene di venerdì, il che rappresenta una complicazione evidente.

I venerdì possono avere schemi di traffico diversi dagli altri giorni della settimana e potrebbero essere associati, a prescindere dalle novità musicali, a un numero differente di incidenti.

I ricercatori hanno quindi effettuato analisi aggiuntive concentrandosi in modo specifico sui venerdì. L’aumento delle vittime è rimasto.

Hanno inoltre condotto test placebo utilizzando date casuali e venerdì scelti a caso. Nella maggior parte di queste simulazioni, l’incremento delle morti in incidenti stradali è risultato inferiore rispetto all’effetto osservato intorno alle vere date di uscita degli album.

Questi test rafforzano l’ipotesi che l’associazione non sia semplicemente il risultato di fluttuazioni casuali o del fatto che molte uscite si concentrano di venerdì.

I limiti dello studio

I ricercatori non sapevano se le persone morte negli incidenti stessero effettivamente ascoltando musica in streaming, usando lo smartphone o interagendo con un sistema di infotainment al momento dello schianto.

Lo studio mostra soltanto che si sono verificate contemporaneamente tre cose: l’uscita di grandi album, un forte aumento dello streaming musicale e un incremento delle vittime sulla strada. Ciò non significa che un fattore abbia causato gli altri.

Altri elementi avrebbero potuto contribuire all’aumento. E poiché si tratta di uno studio osservazionale, non può stabilire un nesso causale diretto tra lo streaming musicale e gli incidenti mortali.

Gli autori descrivono quindi l’ascolto di musica in streaming tramite smartphone come un potenziale fattore che contribuisce alla guida distratta, senza sostenere che sia il responsabile diretto dei decessi.

La distrazione alla guida è un problema in crescita

I risultati mettono comunque in evidenza come la natura della distrazione al volante stia cambiando, man mano che gli smartphone diventano sempre più integrati nelle attività quotidiane.

Gli automobilisti sono da tempo esposti a distrazioni come regolare la radio o cambiare CD. Gli smartphone hanno aggiunto una gamma molto più ampia di possibili fonti di distrazione.

Con i telefoni che competono costantemente per attirare l’attenzione delle persone, la guida distratta potrebbe non limitarsi più agli SMS o alle telefonate. A volte può cominciare da qualcosa di apparentemente banale, come il desiderio di ascoltare il nuovo album di Taylor Swift.

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