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Italia: vendita di cosmetici a minori, Antitrust apre istruttorie contro giganti del beauty

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Beauty department Diritti d'autore  Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Giorgia Orlandi & Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Al centro dell’accusa dell’Autorità Garante della Concorrenza del Mercato, “l’omissione di informazioni e ingannevolezza” che avrebbero incoraggiato l’uso precoce di cosmetici da parte di minori

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato “ha avviato due istruttorie, una nei confronti di Sephora Italia e l’altra nei confronti di Benefit Cosmetics e LVMH Profumi e Cosmetici Italia", ha reso noto venerdì la stessa autorità.

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"Per possibili pratiche commerciali scorrette relative all’uso precoce di cosmetici", si legge nel comunicato, "per adulti da parte di bambini e adolescenti (anche di età inferiore a 10/12 anni), favorendo acquisti compulsivi di maschere viso, sieri e creme anti-age.”

Nell giornata di giovedì, stando a quanto riferito dal comunicato, sarebbero avvenute le ispezioni presso gli uffici delle aziende al centro del provvedimento, con l’ausilio della Guardia di Finanza.

I rischi della “Cosmeticoressia”

Il fenomeno come argomenta il comunicato, è conosciuto come “cosmeticoressia” ed è l’ossessione per la cura della pelle da parte di minori.

Il trend a cui si fa riferimento è in forte crescita e vede sempre più adolescenti usare prodotti “beauty” anche costosi, tra cui trucchi e creme contro l’invecchiamento.

La moda, nasce soprattutto sulle piattaforme social, dove “bambine-creator”, diffondono contenuti in cui mostrano come usare i prodotti che in molti casi risultano non adatti a pelli troppo giovani.

Ed è proprio l’aspetto legato all’utilizzo dei social media, come mezzo di cui le società si servono per incrementare gli acquisti, ad essere al centro dell’istruttoria.

“Le società avrebbero adottato una strategia di marketing particolarmente insidiosa, coinvolgendo giovani micro-influencer che esorterebbero i giovani, soggetti particolarmente vulnerabili, all’acquisto compulsivo di cosmetici”, riferisce l'Autorità.

Quando il desiderio di omologarsi alla perfezione diventa un problema anche per i genitori

In termini piscologici viene anche definita in modo più ampio “age anxiety”, ovvero lo stress legato all’invecchiamento che porta bambine molto piccole, anche sotto i dieci anni, ad usare prodotti anti-age tra cui maschere e creme.

Un problema che secondo gli esperti, non è solo legato all’idea di perseguire un ideale di bellezza inarrivabile, ma che riguarda anche le eventuali responsabilità del contesto familiare.

L’aspetto più delicato, al limite del “patologico”, riguarderebbe infatti i danni che lo shopping compulsivo di questo tipo possono causare nei minori a livello psicologico e di autostima.

Oltre a questo, a peggiorare le cose, si aggiunge anche un atteggiamento giudicato troppo permissivo da parte dei genitori nei confronti dei figli, liberi di utilizzare smartphone e applicazioni social senza un accurato controllo.

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