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Chat Control 1.0 passa al Parlamento europeo dalla porta di servizio

ARCHIVIO - In questa foto si vedono, da sinistra, le icone delle app Facebook, Facebook Messenger e Messenger Kids su un iPhone a New York. 16 febbraio 2018.
ARCHIVIO - In questa foto si vedono da sinistra le icone di Facebook, Facebook Messenger e Messenger Kids su un iPhone a New York, 16 febbraio 2018. Diritti d'autore  Jenny Kane/AP
Diritti d'autore Jenny Kane/AP
Di Egle Markeviciute, EU Tech Loop with Euronews
Pubblicato il
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Una lacuna nella procedura parlamentare ha permesso agli eurodeputati di prorogare fino al 2026 il controllo massivo delle comunicazioni private, senza un voto diretto sul merito della legge.

Chat Control 1.0, una deroga temporanea alle norme ePrivacy pensata per individuare gli abusi sessuali online sui minori, è stata approvata dal Parlamento europeo giovedì.

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Il regolamento resterà in vigore fino al 3 aprile 2028. Offrirà un ampio margine di tempo mentre i legislatori negoziano un accordo sul nuovo quadro, Chat Control 2.0.

Come è riemerso il fascicolo

A marzo gli eurodeputati hanno respinto il prolungamento di Chat Control 1.0, dopo il fallimento dei successivi negoziati.

A fine giugno la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha riaperto il fascicolo e lo ha trasmesso al Consiglio, avvertendo che la scadenza delle norme lasciava un pericoloso vuoto nella protezione dei minori online.

Il Consiglio ha poi rinviato il fascicolo al Parlamento all'inizio della stagione delle vacanze, un periodo in cui è stato difficile ottenere la maggioranza necessaria per bocciarlo di nuovo.

Cosa è successo in Parlamento

Al Parlamento europeo, in un primo momento, una maggioranza semplice si è espressa a favore del rigetto della posizione: 314 eurodeputati hanno votato a favore, 276 contro e 17 si sono astenuti.

Poiché non c'era una maggioranza assoluta (attualmente pari a 360 deputati) per respingere la posizione modificata del Parlamento europeo (276 voti a favore, 286 contrari e 30 astensioni), la seconda lettura è stata chiusa e il pacchetto emendato è stato ora inviato al Consiglio, che dovrà approvarlo entro tre mesi.

La posizione emendata del Parlamento europeo integra un emendamento considerato positivo, ma per molti versi cosmetico, proposto dal gruppo liberale RENEW, che mira a "escludere dal campo di applicazione della legge le comunicazioni alle quali la crittografia end-to-end è stata, è o sarà applicata".

Alcuni eurodeputati hanno definito questa clausola "un barlume di speranza". Probabilmente è stata uno dei motivi per cui l'intero testo non è stato respinto alla seconda lettura. Non è però chiaro quanto estesa potrebbe essere la lista dei canali di comunicazione coperti da questa esclusione.

Poiché l'emendamento può entrare in conflitto con la stessa logica della scansione di massa delle comunicazioni private, è probabile che il Consiglio respinga queste modifiche.

Le precedenti posizioni del Consiglio su Chat Control 2.0 includevano anch'esse brevi richiami alla tutela della privacy e della crittografia end-to-end, ma non c'è stato un vero dibattito tecnico su come conciliare, nella pratica, gli obiettivi di Chat Control con la crittografia end-to-end.

Mentre sui social network si moltiplicano le critiche a entrambe le proposte, a livello di Stati membri il dibattito sui fascicoli resta limitato.

A livello nazionale, i fascicoli relativi a entrambe le proposte su Chat Control sono di norma seguiti dai rappresentanti dei ministeri dell'Interno.

Al momento solo un numero ristretto di Paesi ha avviato un confronto attivo sulla questione, valutando la proposta non solo dalla prospettiva delle forze dell'ordine, ma anche in chiave di protezione dei dati, comunicazioni private e cybersicurezza.

Un fronte di opposizione ampio e trasversale

Entrambe le proposte per la scansione di massa delle comunicazioni private degli europei hanno acceso un'opposizione diffusa, che comprende politici di sinistra, liberali e destra, attivisti per la privacy come l'ex eurodeputato Patrick Breyer, esperti di cybersicurezza e persino difensori dei diritti umani con una lunga esperienza sulle questioni legate alla libertà di espressione e d'informazione al di fuori dell'UE.

La presidente del Partito ALDE, da poco rieletta, e eurodeputata tedesca Svenja Hahn ha criticato apertamente il voto parlamentare in un commento rilasciato a EUTechLoop:

"È una vergogna che lo strumento Chat Control sia stato approvato dal Parlamento europeo. Apre la porta a una sorveglianza di massa di tutte le comunicazioni private dei nostri cittadini europei, invece della lotta mirata contro gli abusi sessuali sui minori proposta dal Parlamento".

"La sorveglianza delle chat private promossa dagli Stati dell'UE è una minaccia per la nostra libertà e la nostra democrazia. Dobbiamo continuare a batterci contro Chat Control".

La presidente della Open Dialogue Foundation, Lyudmyla Kozlovska, ha dichiarato a EUTechLoop che il voto su Chat Control 1.0 va letto in un contesto più ampio di erosione della privacy nell'UE:

"Quel voto dovrebbe preoccupare chiunque abbia a cuore il funzionamento della democrazia nell'UE, non solo la privacy. È lo stesso approccio alla normalizzazione dell'erosione della privacy che abbiamo già visto: prima sulla riservatezza finanziaria, poi sui dati dei viaggiatori, ora sulle nostre comunicazioni. Un potere molto ampio, giustificato da uno scopo che suona urgente, e poi silenziosamente normalizzato".

"E il risultato? Le leggi in materia finanziaria, di sicurezza e di cybersicurezza sono oggi pesantemente strumentalizzate dagli avversari dell'UE contro i suoi stessi cittadini e le sue stesse entità, per una repressione transnazionale".

"La vera battaglia per la crittografia e la privacy delle comunicazioni si giocherà a settembre, con Chat Control 2.0. Da qui ad allora, la resistenza dovrà essere abbastanza forte perché nessun trucco procedurale possa farla passare".

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su EU Tech Loop (fonte in inglese) ed è stato condiviso da Euronews nell'ambito di un accordo di syndication.

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