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Austria vuole vietare i social ai minori di 14 anni, seguendo la tendenza globale

ARCHIVIO - Giovani usano i loro telefoni per consultare i social media a Sydney, l'8 novembre 2024.
FILE - Giovani consultano i social sui loro telefoni a Sydney, l'8 novembre 2024. Diritti d'autore  AP Photo/Rick Rycroft, File
Diritti d'autore AP Photo/Rick Rycroft, File
Di Pascale Davies Agenzie: AP
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Diversi Paesi europei hanno già proposto il divieto dei social network per i minori. Ora tocca all'Austria: la riforma ha il sostegno pieno del governo che dovrebbe presentarla entro l'estate

L'Austria ha annunciato l'intenzione di vietare l'uso dei social media ai minori di 14 anni, diventando così l'ultimo Stato membro dell'Ue a valutare un divieto nazionale di queste piattaforme per i minori.

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Alexander Pröll, il responsabile per la digitalizzazione nell'ufficio del cancelliere Christian Stocker, ha dichiarato venerdì che entro fine giugno sarà pronto un disegno di legge e spiegato che saranno utilizzati "metodi tecnicamente moderni" di verifica dell'età, che permettono agli utenti di dimostrare quanti anni hanno tutelando al tempo stesso la loro privacy.

Non è ancora chiaro quando potrebbe entrare in vigore il piano per introdurre un'età minima, che dovrà essere approvato dal Parlamento.

A dicembre l'Australia è diventata il primo Paese al mondo a vietare l'accesso ai social media ai minori di 16 anni, con l'obiettivo di proteggerli da contenuti dannosi e da un eccessivo tempo davanti agli schermi. Un divieto analogo in Indonesia dovrebbe iniziare ad applicarsi sabato.

La situazione nel resto d'Europa

A gennaio i parlamentari francesi hanno approvato un disegno di legge che vieta i social media ai minori di 15 anni, spianando la strada all'entrata in vigore della misura all'inizio del prossimo anno scolastico, a settembre.

Il mese scorso la Spagna ha annunciato l'intenzione di introdurre un divieto di accesso ai social per i minori di 16 anni. Lo scorso autunno la Danimarca ha annunciato un accordo per vietare l'accesso ai minori di 15 anni. A gennaio il governo britannico ha fatto sapere che sta valutando di escludere dagli stessi servizi gli adolescenti più giovani.

Ora anche la coalizione centrista a tre partiti che governa l'Austria si allinea a questa tendenza.

"Oggi è una buona giornata per i bambini del nostro Paese", ha dichiarato in conferenza stampa il vicecancelliere Andreas Babler. "In futuro proteggeremo con determinazione bambini e giovani dagli effetti negativi delle piattaforme social".

"Non resteremo più a guardare mentre queste piattaforme rendono i nostri figli dipendenti e spesso anche malati", ha aggiunto.

Il governo austriaco intende accompagnare il divieto con un potenziamento dell'educazione ai media e all'intelligenza artificiale nelle scuole.

L'annuncio arriva dopo che a Meta e YouTube è stato imposto il pagamento di 6 milioni di dollari (5,1 milioni di euro) di risarcimenti questa settimana, in seguito alla decisione di una giuria secondo cui le due società hanno progettato le loro piattaforme per creare dipendenza nei giovani utenti.

Come affronta l'Ue il tema dei social media per i minori?

Anche l'Unione europea sollecita interventi più incisivi in tutto il blocco.

A novembre il Parlamento europeo ha proposto una risoluzione non vincolante che fissa a 16 anni l'età minima, valida in tutta Europa, per accedere ai social media, alle piattaforme di condivisione video e agli assistenti virtuali basati sull'intelligenza artificiale.

Gli eurodeputati hanno suggerito che i ragazzi tra i 13 e i 16 anni possano accedere alle piattaforme social con il consenso dei genitori.

Il Parlamento propone quindi di armonizzare a livello UE l'età digitale minima a 16 anni per l'accesso ai social media, alle piattaforme di condivisione video e agli assistenti virtuali basati sull'IA, consentendo però ai 13-16enni di utilizzarli con il consenso dei genitori.

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