Droni, sabotaggi e cyberattacchi: Bruxelles lavora a un piano comune contro le minacce ibride. Sul tavolo anche un nuovo Consiglio europeo di sicurezza
"L'Europa può trovare il modo di far pagare alla Russia un prezzo molto doloroso per le sue provocazioni". A dirlo è il commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius, che in un'intervista esclusiva a Euronews ha rilanciato la proposta di un piano operativo europeo per rispondere alle minacce ibride.
"È di questo che ha parlato la presidente della Commissione", ha detto Kubilius a "Europe Today", riferendosi al discorso sullo stato dell'Unione pronunciato mercoledì da Ursula von der Leyen.
La presidente della Commissione europea ha infatti proposto una nuova strategia europea per la sicurezza e un "manuale" comune contro le minacce ibride: episodi che non raggiungono la soglia di un'aggressione armata, ma che possono comunque mettere a rischio la sicurezza degli Stati membri.
Negli ultimi mesi il fianco orientale dell'Europa è stato interessato da una serie di incidenti, tra incursioni di droni, sabotaggi, attacchi informatici e altre operazioni attribuite dalle autorità europee alla guerra ibrida russa. A questi episodi si aggiungono il danneggiamento di infrastrutture e cavi e la strumentalizzazione dei flussi migratori.
La sequenza di incidenti ha spinto cinque commissari europei dei Paesi del fianco orientale a chiedere una risposta più forte da parte della Commissione europea a sostegno della regione.
Un "articolo 4" europeo contro le minacce ibride
Nel suo discorso sullo stato dell'Unione, von der Leyen ha proposto un meccanismo che dovrebbe affiancare l'articolo 4 del Trattato NATO, quello che prevede consultazioni tra gli alleati quando uno di loro ritiene minacciate la propria integrità territoriale, indipendenza politica o sicurezza.
La proposta si chiama "Protocollo di sicurezza d'emergenza". In caso di attivazione da parte di uno Stato membro, tutti gli altri Paesi dell'Unione sarebbero chiamati a riunirsi per coordinare una risposta comune.
"L'Unione europea è un'unione basata sulla solidarietà", ha spiegato Kubilius a Euronews, sottolineando che la Commissione sta lavorando a piani per assistere i Paesi maggiormente colpiti dalle minacce ibride.
L'obiettivo indicato da von der Leyen è coordinare la risposta europea, scoraggiare ulteriori escalation e limitarne le conseguenze. La proposta rientra in una più ampia strategia di sicurezza che la presidente della Commissione intende sviluppare insieme all'Alta rappresentante dell'UE per gli Affari esteri.
Il nuovo Consiglio europeo di sicurezza
La risposta alle minacce ibride non si fermerebbe però al nuovo protocollo.
Von der Leyen ha rilanciato anche l'idea di un "European Security Council", un formato tra leader dedicato alla sicurezza del continente e aperto, oltre che ai Paesi dell'Unione, anche a partner come Ucraina, Regno Unito, Norvegia e Canada.
"Da tempo discutiamo di un formato tra leader incentrato sulla sicurezza del nostro continente", ha detto von der Leyen, sostenendo che la crescente dimensione dei rischi renda il progetto ancora più urgente.
Un simile organismo formalizzerebbe rapporti che esistono già nella pratica. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, per esempio, viene regolarmente invitato alle riunioni del Consiglio europeo.
Resta però da chiarire come il nuovo formato si rapporterebbe alla NATO, l'alleanza militare di cui fanno parte la maggior parte dei Paesi dell'UE.
Il commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis ha sostenuto che il Consiglio europeo di sicurezza dovrebbe "completare la NATO", non competere con l'Alleanza.
Anche un funzionario della NATO, interpellato da Euronews, ha accolto positivamente un maggiore impegno degli alleati e dei partner europei sulla sicurezza, sottolineando al tempo stesso il ruolo dell'Alleanza come "pietra angolare" della difesa collettiva.
Droni e difesa: la nuova sfida per l'Europa
La guerra in Ucraina ha inoltre mostrato quanto siano diventati centrali i droni nelle operazioni militari.
"Vediamo che la guerra in Ucraina si è trasformata in una guerra di droni e che la Russia produce milioni di droni all'anno", ha dichiarato Dombrovskis a "Europe Today". "Dobbiamo rafforzare le nostre capacità di difesa anti-drone".
La questione riguarda non solo il campo di battaglia ucraino, ma anche la protezione del territorio europeo. Nel suo discorso, von der Leyen ha citato episodi recenti in Danimarca, Lituania, Polonia e Germania, collegandoli alla crescente necessità di rafforzare la preparazione europea contro le minacce ibride.
La Commissione punta intanto a rafforzare anche le capacità di difesa europee in settori come la difesa aerea e antimissile, il trasporto strategico, il rifornimento in volo, lo spazio e il settore cyber. Von der Leyen ha annunciato a questo proposito un nuovo strumento europeo per le "capacità strategiche", da sviluppare in coordinamento con la NATO.
Il progetto europeo per contrastare la guerra ibrida dovrà quindi tradurre in procedure concrete una questione finora affrontata attraverso strumenti diversi: dalla sicurezza nazionale dei singoli Stati alla cooperazione nella NATO, fino alle nuove iniziative dell'Unione europea.