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Sospetta difterite, muore a 4 anni: la bimba non era vaccinata

Infermiera prepara vaccini - archivio
Infermiera prepara vaccini - archivio Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Stefania De Michele
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Bimba di 4 anni morta a Palermo, sospetta difterite: non era vaccinata. La Procura indaga e lancia l'allarme sui rischi della mancata immunizzazione

Una bambina di quattro anni è morta nella notte all'Ospedale dei Bambini di Palermo. L'ipotesi è che a provocare il decesso sia stata la difterite, una malattia infettiva oggi rara in Italia ma potenzialmente letale. La Procura ha sequestrato la salma e disposto l'autopsia per accertare le cause della morte e verificare anche le procedure seguite dall'ospedale.

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La bambina era arrivata sabato notte all'ospedale Cervello di Palermo in condizioni già disperate. I medici l'avevano intubata, ma, considerata la gravità del quadro clinico, era stata successivamente trasferita in terapia intensiva all'Ospedale dei Bambini.

Nonostante i tentativi di salvarla, la piccola è morta nella notte.

"Abbiamo fatto di tutto per salvare la bambina dal momento in cui l'abbiamo presa in carico. Purtroppo non c'è stato l'esito sperato", ha spiegato il direttore sanitario dell'ospedale Civico, Domenico Cipolla. Secondo quanto riferito dai sanitari, le analisi effettuate fanno pensare alla difterite, ma la conferma definitiva dovrà arrivare dagli accertamenti dell'Istituto superiore di sanità.

La bambina non era vaccinata

Un elemento centrale dell'inchiesta riguarda la mancata vaccinazione della bambina. I genitori, secondo quanto riferito agli stessi medici, hanno raccontato di aver scelto di non sottoporre la figlia alle vaccinazioni.

La motivazione sarebbe legata al timore che i vaccini potessero avere un rapporto con l'autismo, dopo un caso di autismo registrato nella famiglia.

Sarà ora la Procura a stabilire perché la bambina non fosse stata vaccinata e se, sotto questo profilo, siano state rispettate tutte le procedure previste dalla normativa. L'autopsia e gli esami microbiologici dovranno inoltre chiarire con certezza la causa del decesso.

È importante, in questa fase, parlare di sospetta difterite: l'accertamento definitivo non è ancora arrivato.

Che cos'è la difterite e perché può essere così pericolosa

La difterite è un'infezione acuta provocata dal batterio Corynebacterium diphtheriae. Alcuni ceppi producono una potente tossina che può danneggiare gravemente i tessuti e raggiungere attraverso il sangue organi vitali.

La forma respiratoria può interessare gola, naso e tonsille e provocare febbre, mal di gola, difficoltà respiratorie e la formazione di una caratteristica membrana grigiastra. Nei casi più gravi l'infezione può provocare l'ostruzione delle vie respiratorie e complicazioni cardiache, tra cui miocardite, aritmie e insufficienza cardiaca.

L'Istituto superiore di sanità sottolinea che, nei Paesi a clima temperato, la difterite riguarda soprattutto persone non vaccinate. La trasmissione avviene principalmente attraverso il contatto con una persona infetta o, più raramente, attraverso oggetti contaminati da secrezioni.

In Italia la malattia è oggi estremamente rara. Gli ultimi dati disponibili citati dall'Iss indicano che nel 2022 sono stati registrati tre casi di C. diphtheriae tossigeno, tutti di importazione: due di difterite cutanea e uno con manifestazioni respiratorie e cutanee.

Il vaccino è obbligatorio in Italia

La vaccinazione contro la difterite rientra tra le dieci vaccinazioni obbligatorie previste in Italia per i minori da zero a 16 anni. La normativa introdotta nel 2017 comprende, oltre alla difterite, anche poliomielite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae di tipo B, morbillo, rosolia, parotite e varicella.

Il vaccino antidifterico viene generalmente somministrato insieme a quelli contro tetano e pertosse e, nei primi mesi di vita, all'interno del vaccino esavalente, che protegge anche contro poliomielite, epatite B e Haemophilus influenzae di tipo B.

La strategia principale per prevenire la malattia resta la vaccinazione. In caso di infezione, il trattamento prevede invece interventi tempestivi, tra cui antitossina e antibiotici, oltre all'isolamento del paziente per limitare il rischio di trasmissione.

Non tutta l'Europa ha le stesse regole

Un punto importante è che non esiste un obbligo vaccinale identico in tutta Europa. Tutti i Paesi dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo prevedono programmi di vaccinazione contro la difterite, con ciclo primario e richiami durante l'infanzia e l'adolescenza. Ma ogni Stato decide autonomamente se rendere la vaccinazione obbligatoria oppure raccomandarla.

La Francia, per esempio, prevede l'obbligatorietà della vaccinazione contro difterite, tetano e poliomielite per i bambini nati dal primo gennaio 2018. In altri Paesi, invece, la vaccinazione contro la difterite è inserita nel calendario nazionale come raccomandazione.

La differenza, dunque, è tra presenza nel calendario vaccinale e obbligatorietà giuridica. Il primo elemento riguarda tutti i Paesi UE/SEE; il secondo varia in base alla legislazione nazionale. L'ECDC mette a disposizione un calendario comparativo aggiornato per verificare le diverse politiche vaccinali dei singoli Stati.

La morte della bambina di Palermo riporta così l'attenzione su una malattia che in Italia è diventata rarissima proprio grazie alle elevate coperture vaccinali, ma che può ancora rappresentare un rischio serio per chi non è protetto.

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