Quattro anni dopo la distruzione del gasdotto nel Mar Baltico, l'inchiesta sugli attacchi a Nord Stream avanza: in Croazia la Procura federale ha fatto arrestare un altro ucraino, ritenuto coinvolto nelle esplosioni
Un nuovo arresto riaccende il caso del sabotaggio dei gasdotti Nord Stream. La polizia croata ha fermato a Pola, in Croazia, il cittadino ucraino Volodymyr Z., ricercato dalla Germania con un mandato di arresto europeo.
Secondo la Procura federale tedesca, l'uomo sarebbe un sommozzatore addestrato e avrebbe fatto parte del gruppo che preparò e realizzò l'operazione contro le infrastrutture energetiche nel Mar Baltico nel settembre 2022.
L'arresto rappresenta un nuovo passo nelle indagini tedesche su uno dei più controversi sabotaggi degli ultimi anni. Z. era già stato fermato in Polonia nel 2025, ma in quell'occasione la richiesta di estradizione avanzata da Berlino era stata respinta dalle autorità polacche e l'uomo era stato rimesso in libertà. Ora, dopo il nuovo fermo in Croazia, la Germania punta alla sua consegna. Dovrà comparire davanti a un giudice istruttore della Corte federale di giustizia.
Le accuse sono pesanti: tra queste figurano la presunta partecipazione alla provocazione di un'esplosione mediante ordigno, il sabotaggio e la distruzione di infrastrutture.
Il secondo arresto dopo quello di Serhii K.
Z. non è il primo cittadino ucraino finito nel mirino della giustizia tedesca. Nel 2025 era stato arrestato in Italia Serhii K., un ex ufficiale dell'esercito ucraino considerato dagli investigatori il possibile coordinatore dell'operazione. Dopo l'estradizione in Germania, la Procura federale ha presentato nel giugno 2026 la prima incriminazione nell'inchiesta Nord Stream.
Secondo l'atto d'accusa, Serhii K. avrebbe organizzato e guidato il gruppo incaricato di distruggere i gasdotti, insieme ad altri cittadini ucraini e su presunto incarico di autorità statali ucraine. Gli investigatori sostengono che la squadra comprendesse sommozzatori esperti, uno skipper e un esperto di esplosivi.
K. è accusato, tra l'altro, di concorso in un crimine di guerra per un attacco contro infrastrutture civili, di aver provocato un'esplosione, distrutto strutture e interrotto servizi pubblici. L'imputato respinge le accuse.
Cosa accadde nel Baltico il 26 settembre 2022
Il 26 settembre 2022 una serie di potenti esplosioni colpì i gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2 nelle acque del Mar Baltico, vicino all'isola danese di Bornholm. Tre delle quattro condotte furono gravemente danneggiate e enormi quantità di gas fuoriuscirono in mare.
I due sistemi erano stati realizzati per portare il gas russo direttamente in Germania. Nord Stream 1 era ormai fermo, mentre Nord Stream 2 non era mai entrato in funzione, ma la loro distruzione ebbe un enorme significato economico e geopolitico.
Germania, Svezia e Danimarca avevano aperto indagini separate. Svezia e Danimarca hanno successivamente archiviato i rispettivi procedimenti, mentre la Germania ha continuato a raccogliere prove e a identificare i possibili responsabili.
La yacht, i sommozzatori e gli esplosivi
La ricostruzione degli investigatori tedeschi ruota attorno a una barca a vela, la Andromeda, che sarebbe stata utilizzata per raggiungere l'area dell'attacco.
Secondo gli elementi raccolti nell'inchiesta, la squadra avrebbe utilizzato la barca per trasportare il materiale necessario e raggiungere le condotte. Gli ordigni sarebbero poi stati collocati sui gasdotti da sommozzatori capaci di operare a grandi profondità. Le autorità tedesche ritengono che Z. fosse proprio uno dei membri addestrati alle immersioni.
L'inchiesta ha quindi progressivamente ristretto il campo sui cittadini ucraini che avrebbero preso parte materialmente all'operazione.
Ma chi ha ordinato il sabotaggio?
È questa la domanda più delicata che resta sul tavolo.
Gli arresti e l'incriminazione di Serhii K. rafforzano la ricostruzione tedesca sull'eventuale coinvolgimento di un gruppo di cittadini ucraini. Ma individuare gli esecutori materiali non significa ancora aver chiarito definitivamente chi abbia commissionato l'attacco.
La Procura federale tedesca sostiene che il piano sarebbe stato sviluppato nel 2022 da Serhii K. e altri membri delle forze armate ucraine su incarico di autorità statali dell'Ucraina, con l'obiettivo di interrompere definitivamente le forniture di gas russo alla Germania.
Kiev, tuttavia, ha respinto le accuse di un coinvolgimento dello Stato ucraino. Il procuratore generale ucraino ha dichiarato che non ci sarebbero elementi che dimostrino che il governo di Kiev sia responsabile delle esplosioni e ha proposto una cooperazione investigativa con la Germania.
Un caso ancora politicamente esplosivo
Il sabotaggio di Nord Stream non riguarda soltanto un'infrastruttura energetica. I gasdotti erano diventati uno dei simboli più importanti del rapporto energetico tra Germania e Russia e della dipendenza europea dal gas russo.
La loro distruzione, avvenuta pochi mesi dopo l'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, ha avuto conseguenze profonde sul mercato energetico europeo e sui rapporti geopolitici.
L'arresto di Volodymyr Z. potrebbe quindi aggiungere un nuovo tassello alla ricostruzione dell'operazione. Ma la questione decisiva resta ancora senza una risposta giudiziaria definitiva: chi ha dato l'ordine di far saltare Nord Stream?
La Germania dovrà ora verificare le prove a carico del nuovo sospettato, interrogarlo e stabilire quale sarebbe stato il suo ruolo nella presunta operazione. Solo il processo e il prosieguo delle indagini potranno chiarire quanto della ricostruzione degli investigatori sia effettivamente dimostrabile in tribunale.